12 Movimenti per Acireale
15 maggio 2009, di Elena Minissale
Movimento credo sia la manifestazione più concreta e tangibile della vita (in generale e della mia). Mi identifico molto col movimento, ne amo il costante e inafferrabile moto, spostamento, cambiamento, l’imprevedibilità e le sue variazioni inattese, la continuaazione, la corsa verso il gesto, verso qualcosa di appena afferrato, vecchio. Amo la vita perché amo il suo rinnovarsi. (Calusca) Il 10 maggio ‘09 al Chiostro Ex Collegio Gulli e Pennisi di Acireale (seguiranno altre esposizioni in questo mese), le opere di dodici artisti sono state esposte agli occhi del pubblico (Riccardo Badalà, Giuseppe Calderone, Calusca, Sandra Chinelate, Zoltan Fazekas, Raimondo Ferlito, Alessandro Finocchiaro, Sebastiano Grasso, Paolo Guarrera, Paolo Nicolosi, Enzo Tomasello, Luciano Vadalà). L’iniziativa artistica è giunta in porto grazie all’organizzatore e guida dei 12. Calusca, l’artista con cui abbiamo interloquito, sottolinea il significato del termine “12 movimenti”: dodici individualità, dodici modi di vedere, di sentire, di interpretare un’unica realtà, quella di Acireale. Dodici artisti che lavorano secondo un sentimento proprio e diverso dagli altri, si uniscono in nome dell’arte. Ognuno di loro manifesta attraverso le opere caratteristiche diverse, ognuno di loro lascia il suo tocco, un segno facilmente distinguibile nelle sue opere, per esempio Calusca ha un’attenzione particolare per oggetti come la sedia, la poltrona, il divano, un modo moderno per descrivere la presenza e l’assenza, la staticità e il movimento. Particolarmente evocative sono le fotografie di Zoltan Fazekas che attraverso giochi di collage e di sovrapposizione riesce a fornire all’immaginazione spunti di ricordi inconsci e lontani. I dipinti più profondi e turbolenti sono quelli di Sebastiano Grasso: le dimensioni sono un po’ troppo ridotte, forse i dipinti avrebbero avuto bisogno di più spazio per amplificare le sensazioni che comunque riescono a far fremere l’animo. La combinazione di colori, la luce che spicca in un contesto buio e tenebroso, l’improvvisazione furiosa e spontanea di certi tocchi, lasciano un romantico e inquietante turbamento nell’animo dell’osservatore ed è questa la cosa più importante di un’opera d’arte.Calusca ci ha ricordato che domenica 17 maggio al Palazzo Pennisi di Floristella, i quadri verranno nuovamente esposti con un accompagnamento musicale appropriato e particolare: arte e musica si fonderanno in un vortice di assonanze e dissonanze. Un’occasione piacevole per partecipare allo sviluppo artistico di Acireale.
Elena Minissale












18 maggio 2009 alle 22:57
Mostra bella e interessante, alcune opere erano molto valide. E’ un piacere vedere di queste attività svolgersi nella nostra provincia a volte così avara di eventi culturali.
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