Pubblicato il: 8 Novembre, 2010

131 palestinesi: cronaca di un respingimento illegale

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Dal Palanitta di Librino all’Aeroporto “Fontanarossa”. Sono le venti del 27 ottobre. Bastano pochi minuti di pullman e 68 palestinesi adulti, rimasti reclusi un giorno e mezzo in un minipalasport di periferia, vengono nascosti per ordine della Prefettura etnea nella sala vip dell’Aeroporto di Catania. Attendono un charter che li porti in Egitto, perché il Ministero dell’Interno ha già battuto da due ore all’Ansa la nota sul “respingimento degli egiziani”. Attorno, i poliziotti in tenuta antisommossa sbarrano l’ingresso ai check-in. Un centinaio di manifestanti dei partiti e dei movimenti di sinistra protestano: chiedono che legali e mediatori culturali possano vedere i migranti e accertarne la nazionalità, per evitare il rimpatrio di chi fugge da zone in guerra. Niente da fare. Per un giorno e mezzo, dinanzi al Palanitta, la Prefettura aveva già impedito l’ingresso dei rappresentanti di “Save the Children”, dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati e dello IOM. Alle diciannove, i 46 bambini giunti in Sicilia senza accompagnamento erano stati caricati su un pullman e trasferiti in comunità di accoglienza. La sera era la volta degli adulti. Per loro, le associazioni della Rete Antirazzista avevano stretto un patto con il Viceprefetto e i funzionari della Digos: non avrebbero tentato di ostruire la strada ai pullman, e in cambio sarebbe stato concesso un colloquio con i migranti al loro legale, Francesco Auricchella. Una promessa, ma forte di un nulla osta scritto, firmato dal Gip Agata Consoli: “Il colloquio non impedisce le procedure d’indagine”. La Prefettura ha rifiutato di onorare l’impegno al Palanitta, opponendovi il parere di un altro magistrato inquirente. Le associazioni hanno chiesto le prove, ma i funzionari non hanno esposto alcun documento. Si arriva infine all’Aeroporto, con passeggeri sbalorditi, forze dell’ordine in tenuta antisommossa e check-in invasi dai manifestanti. Il Viceprefetto sembra cedere e l’avvocato Auricchella varca la zona riservata, assieme a un mediatore culturale. I manifestanti sgombrano l’Aerostazione e si attestano all’ingresso. A sbarrarlo c’è la polizia. Alle 22:30 esce Auricchella, davanti allo sguardo stanco e un po’ incredulo dei manifestanti. E devono ancora sentire la sua versione: gli immigrati sono stati rimpatriati e lui non li ha nemmeno potuti vedere. Ha spiegato l’avvocato: «Il Viceprefetto mi ha detto che abbiamo esagerato…».

Enrico Sciuto

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