Pubblicato il: 31 Luglio, 2017

1898 – C’era una volta il calcio – II^ parte

Il primo campionato

il primo palloneTrovato il campo si dovette superare un altro grosso ostacolo, quello del confronto con altri che intendessero praticare tale sport; non fu facile! Nessuno conosceva il calcio e nessuno intendeva confrontarsi con il neonato Genoa, onde evitare figuracce di sorta. Memorabili in tal senso le frasi dei primi spettatori di una partita di “football“: “Gli passerà, vedrete! Fra qualche anno nessuno parlerà più di calcio“. Inutile sottolineare come in realtà queste furono “le ultime parole famose“. Così si scelse Torino per inaugurare la prima manifestazione di calcio ufficiale e il Velodromo Umberto I fu il primo impianto a ospitare partite ufficiali. La scelta del capoluogo piemontese fu dettata dal fatto che solo in quei luoghi fu possibile trovare altre 3 squadre (naturalmente di matrice anglo-britannica) che potessero confrontarsi con il Genoa. A Torino, inoltre, era nata l’8 maggio la F.I.F. (Federazione Italiana Football) e i 4 club (Genoa C.F.C., Internazionale di Torino, FC Torinese e Ginnastica di Torino) furono le uniche società iscritte. La prima edizione del campionato si svolse in un’unica giornata: la mattina si giocarono le semifinali, nel pomeriggio la finale. Fu il Genoa Cricket and Football Club l’8 maggio 1898 che, davanti a poco più di 100 spettatori (per un incasso pari a 197 lire), battendo l’Internazione di Torino 2-1 dopo i tempi supplementari, conquistò il primo campionato di calcio italiano della storia.

Le partite
Semifinali (8 maggio – ore 9)

Internazionale di Torino – FC Torinese = 1-0 (rete decisiva di John Jim Savage, marchese e capitano della squadra, fu lui a importare dall’Inghilterra in Italia il primo pallone di football)

Genoa C.F.C. – Ginnastica di Torino = 2-1

Finale ( 8 maggio – ore 15)

Genoa C.F.C. – Internazionale di Torino (d.t.s.) = 2-1 (per il Genoa andarono a segno Spensley e Leaver, quest’ultimo durante i supplementari)

La squadra campione

genoa 1898
I nomi non corrispondono all’ordine fotografico

Spensley (portiere/difensore); Leaver (ala sinistra), Bocciardo (centrocampista); Dapples (centro attacco), Bertollo (ala destra), Le Pelley (centrocampista); Ghiglione (mediano), Pasteur II (mediano), Ghiliotti (terzino sinistro), De Galleani (terzino destro), Baird (portiere)**

** Poi sostituito da Spensley per infortunio

L’uomo dell’anno

Nell’anno dei pionieri del football (poi calcio per le idee nazionalistiche dell’Italia) spiccò la figura del medico e giocatore James Richardson Spensley (Stoke Newington 1867 – Magonza 1915) . Di lui abbiamo già ricordato che fu portiere del primo Genoa campione d’Italia e che si deve sempre a lui l’idea di consentire agli italiani l’ingresso come soci nei primi club di football fondati in Italia. C’è da dire che Spensley oltre a essere un medico di bordo (conobbe la città di Genoa in occasione di una di queste sue traversate), era poliglotta, di grande cultura e dedito all’aiuto verso il prossimo tanto da esportare in Italia lo “scautismo” (boy-scout). Ricordato con stima e affetto dal popolo genovese, con il club ligure conquistò in tutto 6 titoli (1898,1899,1900,1902,1903 e 1904); appese le scarpe al chiodo nel 1906 contando 14 presenze e 1 gol nell’arco delle 9 stagioni disputate con la maglia del Genoa C.F.C. Finita la carriera restò nella dirigenza del club genoano fino agli anni antecedenti il primo conflitto mondiale. Spensley nel corso della propria carriera ricoprì da sempre il ruolo di portiere, (tranne nel 1899 quando giocò come terzino sinistro); nonostante fosse l’era in cui non esistevano regole particolari e neanche gli allenatori, si dice che egli stesso fosse un allenatore in campo, capace di impostare squadra e gioco, forte degli anni di esperienza in patria. Gli unici reperti fotografici che si hanno del “dottore” in tenuta sportiva lo ritraggono con i suoi “bizzarri” baffoni in camicia bianca con pantaloncini un po’ sopra le ginocchia e scarpe da passeggio (famosa la foto di lui tra “i pali” di una porta ancora senza rete). S’immagini che nel 1898 non esistevano neppure gli spogliatoi (i vestiti “superflui” venivano posti nelle zone limitrofe del campo, solitamente vicino le proprie porte) e i giocatori come entravano vestiti in campo così tornavano alle proprie case. Nel 1914 fu richiamato in patria a causa dello scoppiò della Prima Guerra Mondiale: arruolato come ufficiale medico, secondo le cronache dell’epoca fu ferito in Francia (Le Bessée), mentre era intento a curare un soldato nemico, trasportato nell’ospedale militare di Magonza, morì a causa delle gravi ferite riportate.

Curiosità *

Circa 177 furono gli spettatori del primo incontro di calcio.
15 lire e 20 centesimi fu il costo delle carte bollate e dei permessi.
280 lire e 50 centesimi fu il costo totale per organizzare la partita.
2 lire e 50 centesimi fu il costo dell’arbitro.
1 lira fu il costo del custode (equivalente ad una giornata di lavoro).
Il Reverendo Richard Douglas fu l’arbitro dell’incontro.

* I numeri riportati fanno riferimento ad una gara amichevole disputata prima dell’inizio del campionato vero e proprio. Protagonisti furono il Genoa C.F.C. e il Football Club Torinese. In quell’occasione la partita si concluse con la vittoria della squadra piemontese per 0-1. È questo il primo incontro di calcio tra club italiani che si registra nella storia di questo sport.

Eventi storici

In quel dì di maggio a Milano erano in corso le famose “5 giornate”. Sotto gli ordini del generale Bava Beccaris l’esercito sterminò più di 400 persone (tra manifestanti e passanti) che erano scesi in piazza per protestare contro l’aumento del pane. Era un periodo di grandi disordini e cambiamenti in Italia, un periodo che avrebbe preparato il terreno, da lì a un ventennio, per lo scoppio del primo conflitto mondiale.

Fonti

  • Enciclopedia dello Sport – Treccani.
  • Almanacco illustrato del calcio – Panini.
  • Campioni & Campionato 90/91 – De Agostini.
  • Calcio 1898-2007 Storia dello Sport che ha fatto L’Italia – J.Foot – Ed. Rizzoli Storica.

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