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1899 – Diritto di replica – II^ Parte

Il Genoa centra la doppietta

Per il secondo anno consecutivo si presentarono in campo le stesse compagini che avevano dato vita all’inizio dei giochi l’anno precedente. La F.I.F. decise di concentrare il torneo in una fase eliminatoria inizialmente divisa tra le città di Genova e Torino. Ma con il Liguria, che decise di ritirarsi dalla manifestazione, fuori dai giochi si dovette cambiare in corsa la formula iniziale che prevedeva una fase eliminatoria ligure da disputare, per l’appunto, a Genova e una fase eliminatoria a Torino. Si optò solo per la seconda permettendo al Genoa (in qualità di detentore del titolo) di accedere direttamente alla finale, che si sarebbe disputata a Ponte Carrega, dunque in casa, e che avrebbe visto contro i campioni e i vincitori della fase eliminatoria torinese. Il Torneo partì ufficialmente il 2 Aprile e si concluse con la Finale del 16 Aprile (in totale 3 gare giocate in 3 giorni) disputata a Genova. Per il secondo anno consecutivo a giocarla furono i detentori del titolo e i rivali di sempre, l’Internazionale di Torino che questa volta dovette arrendersi nei minuti regolamentari cedendo lo scudetto per il secondo anno consecutivo ai grifoni con il risultato di 2-0. Le cronache del tempo, sul risultato finale, sono molto frammentarie e discordanti; alcuni sostengono che il risultato finale fu 3-1 per i bianco-blu (nuovi colori del Genoa) di Spensley; ci atteniamo a riportare il risultato specificato negli almanacchi più autorevoli di questo sport, che fu appunto, il 2-0 per i padroni di casa.

Le partite
Eliminatorie (Torino, Piazza d’Armi)

2/4 Ginnastica di Torino – FC Torinese = 2-0
9/4
Internazionale di Torino – Ginnastica di Torino = 2-0

Finale (Genova, Ponte Carrega)

16/4 Genoa C.F.C. – Internazionale di Torino = 2-0

La squadra campione


I nomi non corrispondono all’ordine fotografico

Ghigliotti (Portiere/mediano); De Galleani (terzino destro), Spensley (difensore/portiere), Paster I (mezzo destro); Leaver (ala sinistra), Paster II (mediano); Passadoro (attaccante), Arkless (centrocampista), Dapples (centro attacco), Deterindre (Attaccante), Agar (attaccante).

L’uomo dell’anno

Se Spensley fu per il Genoa e per il calcio in Italia l’emblema dell’innovazione e segnò l’inizio di una nuova epoca sportiva non si può certo dimenticare la figura di Edoardo Bosio. Nato a Torino nel lontano 1864 Bosio era di origine italo-elvetica e fu il primo in assoluto ad importare il calcio in Italia e a fondare un club di quello che poi diventerà lo sport nazionale. Mercante tessile, intrecciò ben presto rapporti commerciale con l’Inghilterra e fu proprio grazie al suo lavoro che conobbe il football, che in terra britannica era già sport assai noto. Tornato a Torino nel 1887 raggruppò un gruppo di colleghi per impartirgli regole e movimenti del nuovo gioco, nel contempo divenne socio dell’Armida (società di canottaggio), così si trovò a praticare il canottaggio d’estate e il football, per l’appunto, in inverno. Torino fu, di fatto, la prima città a parlare di football in Italia e di conseguenza la prima ad annoverare tra le proprie fila veri e propri club intenti a praticare il neonato sport. Bosio in tutto questo ebbe un ruolo determinante: grazie agli appunti che aveva raccolto in Inghilterra impartì delle vere e proprie lezioni di calcio e sancì le prime rivalità sportive e i primi derby all’interno di Torino. Infatti tra il 1894 e il 1897, nel capoluogo piemontese, esistevano già tre club che si sfidavano in incontri di calcio (a quel tempo ancora non ufficiali). Questi erano la Ginnastica di Torino (la prima società di football della storia italiana), l’Internazionale di Torino e il Football Club Torinese. Nel 1900 la l’Internazionale di Torino fu assorbita dall’F.C. Torinese; il club tra il proprio undici titolare annoverava come capitano indiscusso Edoardo Bosio, autore tra l’altro della prima tripletta della storia realizzata in un torneo ufficiale. Era, infatti, il 15 Aprile di un lontano 1900, durante il terzo campionato di calcio organizzato dalla F.I.F. quando Edoardo Bosio infilò per tre volte la porta difesa dal rossonero Hood, al Velodromo Umberto I di Torino, in quella che era la semifinale del torneo. In quell’occasione la sua squadra dovette arrendersi solo in finale contro il pluridecorato Genoa che conquistò il suo terzo scudetto consecutivo. La sua carriera agonista nella massima serie finì intorno al 1904, quando Bosio vestiva la maglia dell’Audace Torino. Che Edoardo Bosio fosse personaggio assai eclettico per quell’epoca non lo si evinse solo dal fatto che era solito praticare più sport e nello stesso tempo lavorare come mercante, ma forse ben pochi sanno che ebbe il merito di esordire, anche nel mondo del cinema, come regista e fotografo in occasione del film: “La vita negli abissi del mare“, film del 1914. Bosio morì a 69 nel 1933 (data non confermata a causa di mancanza di prove documentate).

Curiosità

Fu un certo Harry Goodley, arbitro inglese, a importare le nuove maglie bianconere della juventus.
Lo stesso Goodley arbitrò anche in Italia a partire dal 1910.
Il Football e il Rugby ebbero origini comuni, solo nel 1863 un regolamento ne sancì le differenze.
In occasione della finale del 1899 ci fu il primo caso di protese per un presunto gol fantasma. L’Internazionale di Torino accusò i “giudici di linea” (allora posti dietro le porte senza reti in aiuto all’arbitro) di essere stata danneggiata su alcune azioni.

Eventi storici

Nonostante le fonti storiche più autorevoli e ufficiali attestino che il primo torneo di calcio fu organizzato nel 1898 e fu vinto, come sappiamo, dal Genoa Cricket and Football Club in realtà pare che già nel 1896 si era svolto un torneo di football in occasione di una manifestazione ginnica e anche in quell’occasione fu messo in palio lo scudetto. Teatro di questo evento (non riportato nell’albo d’oro) fu la città di Treviso e la squadra che si aggiudicò questo “primo tricolore” fu la Società Udinese di Ginnastica che batté in finale la Società Ginnastica di Torino. Capocannoniere dell’incontro fu Antonio Dal Dan, centravanti dei friulani. Furono molte le polemiche in tal senso poiché molti storici e docenti dell’epoca additarono la F.I.F. di aver dimenticato questo “lato” storico del calcio italiano, che in realtà aveva visto redatti i primi regolamenti in lingua italiana (quelli adoperati nei primi tornei ufficiali erano di matrice britannica) proprio dai professori di ginnastica trevigiani.

Fonti