Pubblicato il: 7 Febbraio, 2010

A.A.A. Vendesi verginità

Una ragazza neozelandese di 19 anni ha messo in vendita su un sito internet la propria verginità ad un prezzo di 22mila euro, dicendo di avere bisogno di soldi per pagare la retta universitaria. Con il nickname Unigirl, pochi giorni fa la studentessa ha accettato l’offerta più alta (45mila dollari neozelandesi, pari a circa 23mila euro, per l’appunto) su ineed.

“Ringrazio le oltre 30mila persone che hanno letto il mio annuncio e ringrazio per le oltre 1.200 offerte ricevute. Ho deciso di accettare la più alta che è ben al di sopra di quello che mi aspettavo”, ha scritto sul sito Unigirl, che vuole rimanere anonima e non ha accettato interviste.

Seppur singolare e moralmente discutibile, la scelta della studentessa neozelandese rientra perfettamente nei limiti legali dell’ordinamento neozelandese che consente la libera prostituzione di individui adulti e la polizia, dopo aver ricevuto la segnalazione, non ha potuto far altro che ricordare alla ragazza il rischio di essersi esposta a gravi pericoli per la sua incolumità. Per di più la ragazza aveva scritto nell’annuncio di offrire la propria verginità al miglior offerente “a patto che la mia sicurezza personale sia rispettata”. E poi aveva aggiunto: “Prendo questa decisione pienamente cosciente delle possibili conseguenze”.

Il proprietario del sito – attaccato dall’opinione pubblica e da molti utenti del web –  ha difeso la decisione di mettere in rete un simile annuncio, affermando che “la filosofia del sito è di non interferire con le scelte individuali, se queste rientrano nella legge.”

Che la verginità di una donna sia diventata un banale oggetto in vendita ad un’asta pubblica non l’avremmo mai immaginato. Eppure anche questo episodio ci parla delle dinamiche, talvolta assurde,  che regolano il mondo in cui viviamo. E noi – volenti o nolenti, increduli o meno – ne prendiamo atto.

Aldo Nicodemi

Leave a Reply