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Amari-Pitré: una lettera

11 agosto 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

lettera-anticaMichele Amari, Firenze 2 dic. 71

Pregiatiss Signore

Mi scuserà volentieri della tarda risposta quand’Ella, saprà che sono stato ammalato per tre o quattro settimane, in guisa da non poter affatto studiare. […]Io non ho mai ammesso il consolante dogma che il ricordo d’un fatto storico basti a provare contemporanea una poesia. Se i versi si ristassero allo Stato Civile e mi si mostrasse un atto di nascita autentico, direi di sì. Ma i criterii della poesia plebea non mi bastano: e non so come si possa mai supporre isolato dalla società intellettuale un uomo illiterato, foss’egli contadino o montanaro, dotato sì felicemente  dalla natura ch’egli abbia potuto ricominciare a far versi.

Le dico ciò in confidenza e da dilettante il quale non ha, almeno per ora, alcuna intenzione di scendere in campo chiuso. Con Lei spezzerei

michele-amari
Michele Amari
volentieri una lancia; ma mi darebbe noja il combattere contro coloro che col noto argomento del cavaliere o presidente Cugino raccolgono tutti i pregi e le trattazioni del mondo sublunare ne’ Quattro Cantoni e per conseguenza mi tengono disertore apostata e non so che altro. Di Lei conosco i sentimenti politici sani ed elevati e lo zelo,  non farisaico, per le lettere e le scienze.

[…]    Ciò non vuol dire che mi sembrano poco pregevoli i suoi studi su le poesie popolari siciliane comparate con quelle delle altre regioni della patria. Al contrario, io le fo plauso e la ringrazio a nome delle lettere e della stessa Sicilia che i Piagnoni non mi impediranno di rappresentare.

Io sto riscrivendo l’ultimo capitolo della mia Storia dei Musulmani, il che vuol dire che la 2° parte del 3° volume sarà tutta composta, se non data alle stampe alla fine di quest’anno. Le epigrafi arabe  saranno più di cento nel 1872 s’io avrò le fotografie che mancano  e in particolare quelle della iscrizione della Sciara di Malta. Il Pedone non me l’ha mandata ed io non dò fuori gli articoli  se non ho la fotografia dinanzi gli occhi. Dipende dunque dall’editore; ché quanto a me il rimanente della 2a classe e tutta la 3a son belli e trascritti, tradotti e studiati da tanto tempo. Duolmi ancora che il Pedone non possa o non voglia, per malintesa economia, usare la fototipia nella edizione ch’ei si propone di fare dopo finita la raccolta. Il volume  riuscirà pesante alla vista e più allo spaccio.

Ho scritta questa tiritera per rispondere all’ultima parte della sua lettera. Accolga intanto i ringraziamenti miei pel dono dell’opuscolo e per le sue stesse interrogazioni, e sappia la stima altissima ch’io fo de’ suoi lavori.

Michele Amari

(dal Carteggio Amari-Pitré,  Sabina Corsaro, Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale, anno di pubblicazione 2008-2009).

Sabina Corsaro

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