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Amt, ultima fermata

Tre sedute del Consiglio Comunale, tre giri a vuoto per l’Azienda Municipale Trasporti. Il 9, l’11 e il 17 giugno dovevano essere i giorni dell’ultimo transito in Consiglio Comunale, con l’approvazione del bilancio di previsione 2010 e del consuntivo 2008. L’ultimo prima della trasformazione dell’azienda in Spa cui vincola la Legge 133, licenziata due anni or sono. Niente da fare, perché l’Amt, ultima municipalizzata d’Italia che vanta un passivo di 116 milioni di euro, non sembra valere l’attenzione del Consiglio Comunale e dell’Amministrazione Stancanelli. Il Sindaco è ancora titolare della delega al Bilancio e dunque alle Partecipate, ma salvo una breve apparizione il 9 giugno, pausa degli impegni romani, si è tenuto ben lontano da Palazzo degli Elefanti. In Consiglio è andato nel frattempo in scena il disfacimento della sua maggioranza, fra assenze e distinguo, dinanzi a banchi semideserti dell’opposizione. Il dibattito, dopo due sedute riviate e due sospensioni, è infine approdato all’assenza del numero legale: 17 votanti. Il gruppo Pdl Sicilia di Puccio La Rosa ha subordinato il suo voto favorevole “all’approvazione di tre emendamenti qualificanti”, prendendo atto del “carattere ormai tecnico e non politico della giunta Stancanelli”: “Serve un piano per la mobilità e un investimento per l’acquisto di autobus per i disabili”, ha affermato. “L’ammanco è ben superiore ai 116 milioni- ha continuato La Rosa- perché il computo è fondato sui bilanci previsionali degli anni scorsi, già ufficialmente disattesi”. “L’assenza di un piano per la mobilità e di un piano industriale” ha motivato anche le dichiarazioni contrarie di Francesco Montemagno, membro del gruppo misto, e di Gemma Lo Presti (La Destra- As), che ha denunciato il taglio di linee e corse nei quartieri periferici, assieme alla “scelta di ridurre il Fondo rischi per far fronte al finanziamento del TFR”. Dai banchi della maggioranza, perlopiù vuoti, solo Giacomo Bellavia (Pdl) è intervenuto a sostegno dell’Amministrazione: “La Giunta proceda nella trasformazione in Spa e nella razionalizzazione delle risorse. Se sarà necessario, si mettano sul mercato quote di minoranza dell’Azienda”. L’opposizione, per bocca di Rosario D’Agata (Pd), ha chiesto le dimissioni di Sanfilippo, attaccandolo per suo il doppio incarico: “E’ presidente di Amt e di Asec Trade”. La relazione di Sanfilippo, ancor prima degli interventi dell’opposizione, era stata eloquente: “Il Piano industriale sarà adottato dopo la trasformazione in Spa. Per allora, ci occuperemo del Piano per la Mobilità”.

Enrico Sciuto