Pubblicato il: 12 Novembre, 2010

Ancora bloccato il DDL sulla Lingua Italiana dei Segni

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Adesso la pazienza è finita e i sordi di tutta Italia hanno deciso di mobilitarsi per chiedere e ottenere un loro insindacabile diritto: l’approvazione della legge sul riconoscimento della lingua dei segni, la cosiddetta LIS. Promotore della protesta è l’ENS, Ente Nazionale Sordi, Ente Morale preposto per legge alla rappresentanza e tutela dei sordi in Italia che nelle scorse settimane ha chiesto spiegazioni circa il Disegno di Legge Unificato per il riconoscimento della LIS, “posteggiato” dal 13 Gennaio 2010 alla V Commissione Bilancio del Senato. Da circa 10 mesi infatti l’iter del provvedimento è bloccato e le ragioni di ciò sono oscure, considerando anche il ritardo a cui l’Italia va incontro su questo argomento. Già l’art. 3 della Costituzione Italiana afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di LINGUA” e ancora l’art. 6 tutela, con apposite norme, le minoranze linguistiche. A questo si aggiungono i 9 Disegni di Legge presentati da tutte le forze politiche dall’inizio della corrente legislatura e la ratifica, tramite la Legge del 18/2009, della Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità. La Convenzione tratta infatti, in ben cinque articoli, la questione delle Lingue dei Segni: l’art. 2 afferma che per “lingue” si intendono le lingue “parlate” e “segnate” e l’art. 21 invita “gli Stati membri a riconoscere e promuovere l’utilizzo delle lingue dei segni”. Anche la sezione provinciale dell’ENS di Catania, composta da circa 1500 iscritti in tutta la provincia e con sede in via Tomaselli 1, ha manifestato contro l’immobilità del DDL in una protesta “silenziosa” di fronte la Prefettura. Tutto ciò mentre il presidente dell’ENS, Ida Collu, chiedeva al sen. Azzollini, presidente della V Commissione Bilancio del Senato, di sbloccare l’iter del provvedimento. Le risposte ottenute sono state rassicuranti e nei prossimi giorni, così è stato promesso, la Commissione darà il via libera al DDL.

Giuseppina Cuccia

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