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Angiolina: secondo singolo tra sogno e realtà

25 febbraio 2013, di   Stampa articolo Segnala articolo  

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In foto - Angiolina in Pinecones
 A distanza di un mese esatto dal folgorante esordio de “La convinzione”,  Angiolina esce con il suo secondo singolo, proponendoci, questa volta, un brano in lingua inglese: “Pinecones in autumn” (Pigne in autunno). La sinuosa voce dell’artista catanese ci avvolge attraverso un viaggio che si distende tra una realtà malinconica e un sogno immerso in vecchi ricordi. Un quadretto ovattato che gioca sulle dissolvenze sonore di una delicata e suadente voce che abbiamo imparato velocemente ad ascoltare. L’autunno è la stagione dai colori sbiaditi e dalle foglie cadenti, le note che riempiono l’ambiente ne esaltano la malinconia annacquando i colori attraverso un percorso onirico. Nel video, ancora una volta diretto dalle sapienti mani di Mario Luca Testa, possiamo apprezzare la suggestiva location della libreria antiquaria Romeo Prampolini (storica istituzione culturale della Catania barocco-liberty);  un luogo che si confonde in maniera preponderante nel viaggio onirico-reale in cui la cantautrice etnea ci proietta trasmettendoci tranquillità  ma anche portandoci a riflessioni profonde su un passato ormai andato. E’ questo sicuramente il messaggio più interessante visto che per natura l’autunno è la stagione della malinconia, solitamente per un’estate ormai andata ricca di passioni e dolci ricordi. La pioggia di pigne nere e di foglie dai colori giallo-arancio sfatti ci investe nell’animo perché è la musica di Angiolina a catturare l’ascolto come se i sensi si confondessero e l’udito diventasse il canale recettivo principale per portare le menti indietro nel tempo, tanto da lasciarsi andare su un divano, facendosi cullare da un carillon pieno di emozioni fino a sognare quello che ci ha regalato di indimenticabile la bella stagione (di una vita vissuta). La cantautrice catanese si trova perfettamente a proprio agio quando deve sprigionare questo campionario di sensi e di emozioni utilizzando il “verbo” che accomuna il popolo europeo (probabilmente quello mondiale): l’inglese. La nebbia, la polvere (Fog, dust) che ammantano l’intero ambiente onirico sono gli interrogativi che dobbiamo porci per qualcosa che è sfuggito, qualcosa che poteva essere come una foglia un tempo verde che pian piano diventa gialla con l’arrivo dell’autunno e cade giù sfinita, appassita; come un frutto, la pigna, mai colto, che ormai sfugge. Angiolina ci delizia ancora una volta con un folk irlandese, stavolta presente anche nelle parole oltre che nel tema musicale, a questo punto il paragone con Lisa Hannigan (artista irlandese trentenne ormai affermata nel genere), nella sua accezione folk melodica tradizionale, pare doveroso e ci permettiamo di farlo, in punta di piedi, come ben augurante. “Those mountains hide the sun Lights now are shadows”, Quelle montagne nascondono il sole, le luci ora sono ombre… e poi inizia un assolo lento, delicato e ammaliante, ascoltiamolo facendoci rapire da queste dolci note irlandesi.

GF

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