Pubblicato il: 3 Ottobre, 2010

Animal Holocaust

La domanda non è Possono ragionare?, né Possono parlare?, ma Possono soffrire?

Jeremy Bentham

Le associazioni animaliste siciliane si sono unite lo scorso 25 Settembre organizzando una protesta contro la nuova direttiva europea sulla vivisezione, che fornisce facili scappatoie, ammettendo la possibilità delle deroghe per aggirare i divieti posti dalle leggi nazionali riguardo all’impiego di randagi, o al mancato utilizzo di anestetici durante gli esperimenti. L’adunanza si è concentrata in piazza Università, dove sono stati allestiti dei banchetti informativi ed una raccolta di firme e dove i manifestanti hanno intrapreso un’efficace opera di sensibilizzazione, mostrando fotografie e filmati agghiaccianti sulla vivisezione e richiamando l’attenzione dei passanti con fischietti, cori e tute da medico macchiate di sangue. Nel tardo pomeriggio si è poi avviato un corteo che ha sfilato fino a piazza Roma.

Tiziana Genovese dell’associazione OIPA (Organizzazione internazionale protezione animali) spiega: «Oggi sono qui insieme ai rappresentanti di molte altre associazioni, per una volta finalmente unite, perché l’OIPA si occupa di tutte le questioni inerenti i diritti degli animali, attraverso raccolte di firma, banchetti di adozioni, ma anche attraverso attivismo diretto sul territorio: infatti ogni regione ha le sue problematiche, qui in Sicilia sono legate alle inadempienze delle amministrazioni comunali che, approfittando della mancanza di fondi, si sollevano ben volentieri da qualsiasi responsabilità; la piaga che diventa cancrena, nel nostro territorio, è senz’altro il randagismo». Sul senso della manifestazione, la Genovese aggiunge: «Spesso si parla di vivisezione senza cognizione di causa, la gente deve essere sensibilizzata e soprattutto informata, deve sapere che esistono alternative valide, non supportate per interessi economici. La vivisezione oggi è disdicevole ed immorale, e la nuova direttiva serve solo a supportare le lobby delle case farmaceutiche».

La sperimentazione sugli animali coinvolge anche il settore cosmetico: detergenti, trucchi, prodotti di bellezza vengono infatti testati sugli animali: «Quasi tutti i prodotti cosmetici sono testati sugli animali, anche se alcuni presentano la scritta ingannevole “non testato sugli animali”, perché quella dicitura si riferisce al prodotto finito, mentre i singoli componenti continuano ad essere testati sugli animali». E chi volesse fare consumo critico? «Nei siti delle associazioni animaliste esistono delle liste accurate e aggiornate periodicamente con le aziende che non testano i prodotti sugli animali».

Secondo Marco, cittadino animalista, «dovrebbero essere vivisezionati i parlamentari che hanno votato a favore della direttiva. Ed è assurdo che certi prodotti alimentari vengano testati sugli animali, questo dovrebbe dirla lunga sul cibo che ci viene venduto…». Ma non tutti condividono l’amore per gli animali: qualcuno che non ha avuto il coraggio di palesarsi, ha gettato in strada, a pochi metri dai manifestanti, un pezzo di carcassa di animale, per sfregio.

Ornella Balsamo

One Response to “Animal Holocaust”

  1. 1
    Lucathegreat Says:

    Questo non l’avevo ancora letto.
    Che bastardi quelli dell’ultima frase..

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