Pubblicato il: 30 Gennaio, 2009

Appalti pubblici: la parola ai politici

laura_garavini

È quasi un appello quello dell’on. Laura Garavini, capogruppo del Pd in commissione antimafia, che accusa il governo di aver inserito in una legge di tutt’altroargomento l’ultimo di una serie di “provvedimenti dell’ultimo minuto”, che mette in serio pericolo la trasparenza e la legalità degli appalti pubblici.

On. Garavini, la legge 201\08 ha suscitato parecchi malumori nell’opinione pubblica: poter appaltare lavori con un importo compreso tra i 100 e i 500 mila euro, senza ricorrere a bandi e gare d’appalto, non è cosa di poco conto.

È un emendamento devastante inserito all’ultimo momento dal governo in una legge che peraltro parla completamente d’altro. Non viene legiferata in modo organico tutta la questione degli appalti: purtroppo, stanno predisponendo una serie di disegni di legge e decreti che si presentano per lo più come accozzaglie di punti, senza un vero intervento organico. Sono in serio pericolo la legalità e la trasparenza.

Peraltro a vincere non sarà necessariamente la migliore azienda!

A parte il fatto che non è neppure obbligatorio invitare più offerenti: la scelta potrà essere del tutto soggettiva, legata a contatti o a rapporti poco onesti. Si va a danneggiare profondamente chi invece potrebbe concorrere in modo corretto ed onesto.

Credevamo di assistere ad una dura lotta all’interno del parlamento. Invece...

Da parte del PD una reazione c’è stata, inserendo un emendamento in virtù del quale una stessa società non potrà superare nell’arco di un anno l’importo di 500 mila euro.

Una briciola però rispetto al resto della legge.

Si tratta di decreti che poi vengono messi al voto e la maggioranza ha chiaramente i numeri per poter approvare determinati emendamenti. C’è poco da fare. Di certo, l’amarezza c’è tutta.

C’è stato almeno un allarme all’interno della commissione antimafia? La legge, come sostiene anche lei, apre le porte all’illegalità.

La tematica degli appalti è una delle priorità della discussione in commissione. La proposta, che porteremo avanti come PD, è quella di arrivare ad un testo unico e organico sulla questione, che preveda ad esempio una stazione unica appaltante almeno a livello provinciale e regionale. Chiediamo una legiferazione più trasparente e capace di ostacolare tutti i rischi legati al mondo degli appalti.

La legge è in vigore, e adesso?

La soluzione temporanea è quella di essere estremamente vigili, di essere molto presenti nel territorio come commissione antimafia, anche attraverso “antenne locali” della società civile. Di fronte ad un tale provvedimento, veniamo chiamati a renderci ancora più disponibili, attenti ad eventuali segnalazioni, sostenendo al massimo i controlli.

Cristiano Di Pietro coinvolto in “Appaltopoli”, il Partito Democratico in crisi dopo gli ultimi avvenimenti. Che succede al centro-sinistra?

Noi del Partito Democratico siamo molto netti e chiari: chi non risponde a precisi valori di correttezza non trova spazio all’interno del partito. Le ultime vicende sembrano dimostrare il contrario, ma finché le persone coinvolte non saranno ritenute realmente colpevoli dei fatti, sono da ritenere innocenti. In caso contrario, il PD si impegnerà affinché queste persone si dimettano. Non siamo certamente i tipi che mettono alla gogna la gente che viene solamente inquisita, a differenza di quanto fa Italia dei Valori: ognuno ha il diritto di difendersi. Non vogliamo fare grandi proclami o grandi campagne pubblicitarie (con riferimento a Di Pietro, ndr), ma crediamo fermamente nei valori dell’onestà e della correttezza, valori necessari in primis tra i politici.

Gianluca Ricupati

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