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L’appello di una madre

29 febbraio 2012, di   Stampa articolo Segnala articolo  

Da Gabriella

buongiorno

sono Gabriella e ho una bimba che da quattro anni frequenta il tempo pieno, alle scuole primarie. I primi anni non ci sono stati grossi problemi, ma dallo scorso anno sono aumentati i compiti scritti, e quelli da studiare a casa.

Uscendo da scuola alle 16,30 e svolgendo attività sportiva più volte capitava di dover concludere anche alle 23,00.

Le insegnanti continuano nonostante le proteste della maggior parte dei genitori, ad assegnare compiti a casa. Dando da studiare poesie per il giorno seguente, e dicendo ai bambini che tanto noi genitori ” non comandiamo niente”.

Possibile che non si possa fare niente? possibile che i nostri figli debbano subire questo genere di violenza psicologica?

I bimbi sono terrorizzati al pensiero che non hanno svolto i compiti, nonostante le rassicurazioni dei genitori. Un giorno ho spiegato alle insegnanti che uscendo alle 16,30 i bimbi non avevano il tempo materiale per studiare perché alle 17,00 c’era la palestra, uscita alle 19,00, rientro a casa, doccia e cena e infine l’ora della nanna, mi è stato risposto che erano problemi miei. Quindi niente attività sportive, niente uscite serali, niente scout.

Solo compiti, compiti, compiti e scuola dove tra l’altro non viene svolta attività fisica, perché la scuola non possiede una palestra agibile.

Aiutatemi non so più cosa fare.
In attesa di una vostra risposta

Vi mando i miei cordiali saluti
Gabriella

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