Pubblicato il: 9 Dicembre, 2009

Asili nido: attenti alla sicurezza

asilo_abusivoRispetto al passato, oggi molte donne lavoratrici ma anche casalinghe usufruiscono del servizio di asilo nido sia pubblico che privato. Esistono strutture che accolgono sia bambini dai 3 ai 5 anni sia bambini (lattanti) dagli 0 ai 2 anni. Il problema che si presenta è se queste strutture siano adeguate ad ospitare fanciulli così piccoli e se tali strutture rispettino le normative vigenti in materia. A tal proposito si riporta una parte di un articolo recante le relative norme “devono essere rispettate le norme della presente legge, del regolamento relativo alle norme di progettazione e, comunque, realizzate le necessarie condizioni di sicurezza, igiene e funzionalità.” Ma in che cosa consistono le norme di igiene e sicurezza di un asilo?

Per quanto riguarda la struttura:

– le pareti devono essere rivestite di un materiale antiurto;

– se vi sono sia lattanti che bambini in età pre-scolare in un’unica struttura essa deve presentare due zone distinte destinate ad una sola tipologia;

– l’arredamento deve essere a misura di bambino.

Per quanto riguarda l’igiene e la sicurezza:

– se la struttura dispensa pasti, la cucina deve essere tutta in acciaio e il personale addetto alla preparazione pasti deve possedere il corso per alimentaristi (ex libretto sanitario);

– la cucina a sua volta deve avere un sistema di ventilazione;

– i prodotti per la pulizia dei locali deve essere tenuto sotto chiave e all’interno di un apposito armadietto;

– deve essere presente un’apposita cassetta del pronto soccorso;

Queste sopra citate sono solo alcune delle norme. Vi sono asili che non ne rispettano neanche una. Grazie ad una segnalazione di alcune mamme e all’invio di qualche foto, si può solo rabbrividire dinnanzi ad uno spettacolo scioccante. Il bagno con i detersivi in basso al lavandino messi a disposizione di chi può facilmente prenderli e la cucina all’interno di un  .…BAGNO!!!

Dinnanzi a queste immagini, su che cosa si deve riflettere? Sul fatto che questa struttura sia ancora in funzione oppure che vi sono genitori che vi iscrivono i propri figli non curandosene di dove li lasciano? Se vi sono questi problemi la colpa è solo nostra che permettiamo un simile squallore. Chi non ha il coraggio di denunciare, come hanno fatto queste mamme, almeno reagisca con furbizia tenendosi il proprio bambino a casa. Per amore del risparmio c’è chi metterebbe il proprio figlio lì dentro chiudendo gli occhi. Vergogna.

Caterina Tipa

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