Pubblicato il: 27 luglio, 2017

Canneto autocombustione e alieni di casa nostra

autocombustione cannetoIl 19 febbraio del 2004, Canneto frazione di mare (Marina di Caronia), tra Messina e Palermo, passa agli onori della cronaca per una serie di casi di combustione.

Fatti inspiegabili e inspiegati che furono etichettati quasi subito come episodi di autocombustione spontanea. Inizialmente si cominciarono a verificare guasti agli impianti elettrici, elettrodomestici che impazzivano fino ad un divano che prendeva fuoco da solo. Nessuno diede particolare importanza alla questione e ci si limitò a dare la colpa alla linea ferroviaria elettrificata Messina – Palermo che scorreva vicino le abitazioni. Ben presto, però, la situazione sfuggì dall’occhio locale per allargarsi a macchia d’olio, prima su territorio regionale, poi nazionale, per poi diventare un fatto di interesse mondiale tanto da scatenare migliaia di ipotesi (alcune davvero strampalate). Un esercito di esperti, periti e media di tutta Italia, pronti a buttare giù fiumi di parole, di teorie, una gara a chi la sparava più grossa. Il sindaco di allora, Pedro Spinnato, si vide costretto ad evacuare la zona poiché fu necessario l’intervento della Protezione Civile a causa dei forti rischi per l’incolumità a cui erano sottoposti gli abitanti della frazione messinese. Gli impianti elettrici prendevano fuoco, il mobilio prendeva fuoco, anche se portato fuori, si verificavano guasti di natura elettrica di ogni sorta. Furono effettuati test ma tutto sembrava funzionare regolarmente, nessuna dispersione, nessun guasto. Lo smarrimento dell’Enel, della Protezione Civile e di alcuni periti portarono anche all’intervento di un prete esorcista (Padre Amorth), che definì la zona abitata dal maligno, oggetto delle particolari attenzioni di Satana in persona. Alla faccenda si interessò anche il CICAP (Comitato italiano per il controllo di affermazioni sul paranormale) attraverso due collaboratori, Massimo Polidoro e Marco Morocutti, i quali attraverso un dettagliato rapporto esclusero immediatamente ogni implicazione paranormale. Il mistero di Canneto era sfuggito davvero di mano? Molti avanzavano l’ipotesi della presenza di Poltergeist (secondo la mitologia paranormale, spiriti, generalmente dispettosi, che si divertono a spostare oggetti e a creare incidenti domestici). Infine, l’Espresso spiazzò tutti con un titolo in prima pagina: “E.T. parla siciliano” (a firma di Lo Bianco e Messina). L’articolo faceva leva sul parere di una task-force, coordinata dalla Protezione civile siciliana nella persona di Francesco Mantegna Venerando, che, con l’aiuto di un esperto della NASA appositamente ingaggiato, era giunta alla seguente conclusione: “Canneto di Caronia è stata colpito da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata” (L’Espresso, 26 ott 2007 n.d.r). Si parò di fasci di microonde e di un grosso quantitativo di energia il quale impulso pareva generato da un preciso punto del mare, si ipotizzarono perfino delle analogie con il famigerato “Triangolo delle Bermude”. Nel 2013, essendosi verificati episodi sporadici analoghi, qualcuno cercò di riportare l’attenzione a fatti di allora, nonostante il 24 giugno 2008 la Magistratura aveva già posto fine al mistero di Canneto. Il caso fu archiviato con un verdetto simile alle conclusioni del CICAP: dietro questa “affascinante” storia c’era la mano dell’uomo, si trattava di “fiamma libera”. Tesi già pesantemente avvalorata quando, all’epoca, dopo le evacuazioni della frazione, non si era più verificato niente di inspiegabile.

Girolamo Ferlito

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