Pubblicato il: 3 Novembre, 2009

Auto(disa)strade siciliane

auto(disa)strade sicilianeLe autostrade dell’Isola stanno veramente male. E’ di qualche settimana fa la notizia che l’Anas ha aggiudicato l’appalto per il rifacimento della segnaletica orizzontale, del manto stradale e per la sostituzione dei giunti della A19 Palermo-Catania. Progettata e costruita dall’Anas, è stata inaugurata nel 1975. Lunga 199 chilometri, collega la Tangenziale di Catania con la Circonvallazione di Palermo, è interamente senza pedaggio e non ha mai subito interventi di ammodernamento, eccetto qualche cambio di guardrail e il rattoppo di qualche buco qua e là. Molti svincoli sono interamente al buio tra cui Motta Sant’Anastasia, Gerbini, Catenanuova e Mulinello, dove, a causa della mancata illuminazione, circa un anno fa è morto un ragazzo, investito da un’auto mentre sostituiva una gomma forata. E da allora niente è stato fatto. C’è un’area di servizio in media ogni 50 chilometri e pochissime sono le zone di sosta. I suoi viadotti non sono esattamente i più sicuri d’Italia, con carreggiate ristrette, asfalto bianco, pericolosissimo soprattutto se bagnato, e guardrail inesistenti. Per non parlare delle gallerie, poco illuminate, senza uscite di emergenza e con scarsa segnaletica. E non è la sola autostrada a destare preoccupazione. Gravissima la situazione della A20, Messina-Palermo, a pagamento e gestita dal Consorzio per le Autostrade Siciliane. In realtà non arriva mai a Palermo, ma si è costretti a percorrere 46 km della A19 all’altezza di Buonfornello per raggiungere il capoluogo siciliano. La sua travagliata storia inizia nel 1969 ed è stata costellata da polemiche, mafia, tangentopoli, gare d’appalto irregolari e attentati ai cantieri. Per vederla completa sono trascorsi ben 36 anni e per questo motivo si è guadagnata l’appellativo di “eterna incompiuta”. Di recente è stata pure aperta un’inchiesta riguardante lo svincolo di Castelbuono costruito, secondo l’accusa, con cemento depotenziato. Anche qui ci sono gallerie e svincoli al buio oltre ai consueti problemi che affliggono le altre autostrade. La A18, Messina-Rosolini (in realtà dovrebbe proseguire fino a Gela), iniziata nel 1965, non è ancora stata terminata. Per ora sono percorribili soltanto i tratti Messina-Catania, Catania-Siracusa (fino a Lentini) e Siracusa-Rosolini. Per quest’ultimo tratto è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica di Siracusa per accertare le colpe dei cedimenti e delle malformazioni che si stanno verificando sul manto stradale. Per vedere completo anche il tratto Rosolini-Ragusa-Gela, ancora in progetto, chissà quanto dovremo aspettare. Invece la A29, denominata “autostrada del sale”, parte da Palermo e giunge a Mazara del Vallo, diramandosi per Trapani. Lunga 119 km non ha aree di servizio lungo il suo percorso e la galleria più lunga (1615 metri) non ha corsia d’emergenza, né vie di fuga o aerazione e colonnine sos. Anche qui in buona parte degli svincoli manca l’illuminazione notturna. Magari prima di costruire opere faraoniche (vedi il Ponte sullo Stretto) sarebbe opportuno ammodernare e mettere in sicurezza le autostrade siciliane e perché no, anche l’unica autostrada calabrese, la A3 Salerno-Reggio Calabria, che oltre ad essere, dopo 45 anni di lavori, ancora incompleta, per lunghi tratti versa in condizioni disastrose.

Giuseppina Cuccia

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