Pubblicato il: 9 Dicembre, 2009

Bartman, la Pop-Art e le caste dive

Mostra_BartmanGiovedì 3 Dicembre si è tenuta all’Individual di Catania l’inaugurazione della mostra dell’artista palermitano Bartolomeo Manno. Posto strano e bello l’Individual, di quelli che ci si aspetterebbe di trovare nei quartieri bene di Londra o Parigi, e che con uno splendido sottofondo di rock anni ’60 introduce alle opere di Manno, o meglio Bartman, il suo nome d’arte. Appese alle pareti ci sono opere che colpiscono per i loro colori brillanti e contrastanti, e che a primo impatto, da lontano, sembrano collage di stampe. Invece a uno sguardo più da vicino, si rivelano essere tutte pitture, che si rifanno alla pop-art. Abbiamo scritte, citazioni, disegni stilizzati e una forte presenza di immagini e loghi pubblicitari tutti messi insieme senza un apparente ordine. Avendone la possibilità chiediamo allora delucidazioni allo stesso autore. Confessiamo che ci aspettavamo di incontrare un ragazzo, un trentenne al massimo, ma la modernità e la sfacciataggine di alcune opere ci hanno tratto in inganno. Ci troviamo invece davanti un distinto ed elegante signore di 81 anni, che ci parla innanzitutto un po’ di sè. Nato a Palermo fra le due guerre, ha sempre badato da sè alla propria cultura. Ha frequentato poco la scuola, e ha supplito a questo attraverso la lettura onnivora di qualunque genere, e nel suo avvicinarsi alla pittura moderna e pop non ha mai frequentato corsi di disegno, essendo completamente autodidatta. Venne scoperto a una mostra di dilettanti da un professore, che ne notò la bravura e lo incitò ad organizzare piccole mostre personali in vari paesi. La sua carriera artistica ha subito una lunga interruzione, dal 1969 al 2000, periodo nel quale Manno ha gestito una famosa libreria di Palermo. Perchè la pubblicità, gli chiediamo. Ci risponde con un pensiero un po’ contorto, che però a rifletterci bene ha decisamente senso. Il linguaggio pubblicitario è il linguaggio dell’era moderna, ed è l’unico linguaggio vero. Ma perchè è vero? Lo è perchè è essa stessa a dire così. La pubblicità del detersivo X ci dice che il detersivo X sbianca meglio di tutti gli altri, e quindi deve essere vero per forza. È questo messaggio falsato che Bartman tenta di correggere con la sua arte, applicandone gli stilemi ai suoi dipinti. E un suo dipinto in particolare attira la nostra attenzione, “La Casta Susanna” [N.d.R: quello ritratto in foto]. Bartman ci dice che è una rivisatazione dell’episodio biblico di Susanna, casta donna che aveva rifiutato di sottostare alle sconce richieste di certi uomini malvagi. Nell’interpretazione dell’artista palermitano, la casta Susanna diventa Laetitia Casta, che si mostra sensuale e provocante allo sguardo di quattro fra attori e registi. Del resto, chi è più voyeur di un regista?

Se siete curiosi di osservare questi spaccati dell’era moderna, la mostra sarà aperta fino al 5 gennaio 2010 tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 19.30.

Tomas Mascali

Leave a Reply