Pubblicato il: 17 Febbraio, 2010

Cannabis: l’erba del diavolo

Quando si parla di canapa il nostro primo pensiero corre agli aspetti negativi che questa pianta dal fusto alto, sottile ed elegante può avere. Infatti si pensa subito alla marijuana, all’hashish, alle droghe che si possono ricavare e quindi allo sballo e alle conseguenze fisiche e mentali con danni devastanti per l’essere umano. Complici primari di questa cattiva informazione molti giornali e telegiornali che dipingono questa meravigliosa creatura botanica come la responsabile di molti mali. Sarebbe come dire che chi parla di corda deve necessariamente pensare all’impiccato o chi va in una discoteca deve necessariamente pensare all’alcool. La legge contro la marijuana ne ha proibito la produzione quando la coltivazione della canapa era stata abbandonata da tempo ed oggi la lavorazione della materia prima deve essere riprogettata in quanto non è più possibile farlo manualmente come un tempo.  Bisogna osservare che, anche se botanicamente si parla di “cannabis” da cui la famigerata parola ”canna” , non è possibile ricavare la droga da questa varietà per la produzione di fibre e semi.  E allora se la pianta di cui parliamo non produce droga, perché tanta difficoltà per la coltivazione? Basta una semplice domanda alle forze dell’ordine preposte al controllo, per intraprendere una coltivazione così importante. Chi si fa paladino del biodegradabile ed in genere chi parla “verde”,dovrebbe battersi  per la riammissione in agricoltura e sul mercato, di questa pianta dai mille usi e di cui poche persone ne conoscono l’utilità. Infatti la  versatilità di questa creatura della terra si presta alla produzione di centinaia di materiali biodegradabili e lascia stupefatti tutti coloro che l’apprezzano quando ne conoscono gli usi. Questa è  una delle  più produttive in massa vegetale, sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe infestanti per cui, per coltivarla, non si deve ricorre all’uso dei dannosi pesticidi. Malgrado ciò non si è ancora ripartiti nella coltivazione perché nel nostro paese mancano impianti che ne favoriscano la sua trasformazione e soprattutto agricoltori che la producano. L’Italia si trova addirittura all’ultimo posto in Europa sia sul piano culturale sia su quello informativo. E per ritornare al concetto dell’utilità di questa pianta, uno fra i principali utilizzi che se ne può  fare è quello di fabbricare carta evitando di abbattere ettari di foreste, polmoni del mondo. Ed ancora: si possono fabbricare, con questo semplice arbusto, tavole per l’edilizia e la falegnameria, sempre in sostituzione del  legno prodotto dagli alberi che nessuno vorrebbe abbattuti,  materie plastiche senza bisogno di utilizzare il petrolio, olio ad alto valore proteico, industriale ed addirittura per prevenire malattie del sistema circolatorio. Si può usare anche per combustibile in sostituzione dei prodotti petroliferi, si può utilizzare per produrre parti di auto ma soprattutto se ne possono ricavare tessuti in sostituzione di quel cotone che richiede, per la coltivazione , molti pesticidi altamente inquinanti. Ma alla fine vorrei ricordare che esistono anche usi medici di questa pianta: come, ad esempio contro il mal di testa, l’emicrania, addirittura come antidepressivo o contro l’asma. Ma questa è un’altra storia. Per cui, alla fine, devo dire che questa è veramente un’erba diabolica, una pianta stregona. Sarà perché è così utile che tutti la condannano ? Avranno tutti paura della concorrenza che una pianta così può fare a tanti materiali?


Giuliana Caruso

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