Pubblicato il: 10 Maggio, 2010

Catania: niente PRG, via al Bilancio

La pista del PRG di Catania non è fredda, è polare. Il Consiglio Comunale del 5 Maggio ha deliberato la quantità e la qualità delle aree e dei fabbricati da destinarsi a residenza, attività produttive e terziarie. E’ l’atto che, ai sensi del D.L. 131, 28/02/1983, prelude all’approvazione del bilancio. Nulla di burocratico, però, almeno a Catania. La delibera stabilisce regolarmente il prezzo di cessione per ciascun tipo di area e di fabbricato ritenuto alienabile, per proprietà o diritto di superficie. Prevede prezzi bloccati al 2003 per l’edilizia residenziale pubblica e aggiornamento ai valori ISTAT per tutti gli altri fabbricati, compreso il nuovo Centro Commerciale all’Ingrosso, pronto ad aprire i battenti in contrada Bicocca. Prezzi aggiornati, con le consuete indicazioni generali. Ma non mancano eccezioni: per la cessione delle aree in zona Pigno- San Giorgio si indicano tariffe al Mq inferiori rispetto al resto del territorio comunale, e non solo per i fabbricati destinati a insediamenti produttivi. Soluzione inspiegabile se si guarda all’espansione dei centri commerciali e alla prossima costruzione del nuovo mercato ortofrutticolo, proprio nell’area sudoccidentale della città. Il Consigliere del PD Rosario D’Agata ha chiesto chiarimenti: “La proposta della delibera si riferisce agli stabili già in piedi o a quelli che verranno costruiti?”. La domanda sarebbe retorica, a leggere le procedure previste dal D.L. 131/83. Eppure è stata l’ambiguità del testo, tecnicamente ingarbugliato, a spingere Puccio La Rosa (PDL), Manfredi Zammataro (La Destra) e lo stesso D’Agata, a bocciarlo in Commissione Bilancio. Voti contrari tramutatisi in 7 astensioni in Aula, dinanzi alle generiche rassicurazioni dell’Assessore al Bilancio, Gaetano Riva, e a 19 voti favorevoli. E se Puccio La Rosa e tre consiglieri comunali hanno ufficializzato la spaccatura in seno alla maggioranza con la nascita del gruppo del PDL- Sicilia, il PRG, nonostante gli “Stati Generali”, rimane ancora un miraggio.

Enrico Sciuto

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