Pubblicato il: 4 Giugno, 2010

Catania: notti trasgressive

Se ne parla ancora poco, forse perché imbarazza, forse è ancora tabù, ma la realtà è difficile da negare. La movida catanese non è solo etero, ma anche omosessuale e, oltre ad esistere da parecchi anni, è anche molto seguita e apprezzata dalla comunità GLBT ma anche da gay friendly, coppie e ragazzi che vogliono passare una serata divertendosi in un ambiente, quello catanese, abbastanza selezionato. I locali che fanno tendenza sono il conosciutissimo Pegaso’s, alla Playa, a cui si è deve aggiungere il Cafè Noir, le Capannine (in estate) e il Neva Caffè, gestito dalla C&G Management dove C e G stanno per Cristina Garofalo, guru dell’event management gay catanese. Ed è proprio lei che ci ha parlato della sua storia e del suo lavoro.

Cristina perché in generale sui media si parla poco dell’ambiente gay catanese?

Perché in fondo desta scalpore parlare di noi nei giornali “tradizionalisti”, ma i nostri locali a Catania esistono da circa 15 anni e siamo io e gli amici del Pegaso’s a gestire un po’ la situazione.

Che tipo di pubblico viene nei vostri locali?

Chi viene lo fa perché i nostri sono luoghi di ritrovo abbastanza familiari in cui ci si sente a proprio agio. Altri vengono perché sono dichiaratamente omosessuali, ma comunque la componente della curiosità gioca un ruolo predominante soprattutto per le prime volte. I nostri ambienti sono molto tranquilli e selezionati e alla fine chi viene la prima volta torna a trovarci. Sono locali come tutti gli altri, non siamo diversi, l’unica differenza è il pubblico perché circa il 90% dei nostri clienti è omosessuale, ma resta il 10% formato da gente che ama divertirsi e trascorrere serate piacevoli insieme a noi. Le due realtà più importanti in Sicilia, per quanto riguarda i locali gay, sono il Pegaso’s che funziona per la maggior parte di sabato e il Neva Caffè, di proprietà del Pegaso’s e gestito da me.

Com’è l’ambiente catanese nei vostri confronti?

Catania oggi nei nostri confronti, considerando anche i tanti gay pride qui organizzati, non ha nessun problema, è la prima città in Sicilia che vive la vita omosessuale in modo sereno. Quindici anni fa, quando sono arrivata qui, (Cristina Garofalo è di Siracusa n.d.r.) se si vedeva un gay in via Etnea si sentivano fischi ecc… Oggi non è più così. Soprattutto la nuova generazione è molto aperta e se vede gay anche baciarsi non fa problemi. Io amo Catania anche se non è la mia città.

Raccontaci un po’ la tua storia, come e quando hai scoperto di essere omosessuale.

Mi sono dichiarata a 21 anni, ma ho sempre saputo di essere omosessuale. La mia famiglia all’inizio non la prese bene, immagina venti anni fa. Oggi si vive l’omosessualità con più serenità io invece ho dovuto intraprendere una lotta per farmi accettare. Ho interrotto i rapporti con i miei familiari per un certo periodo, ma alla fine ora è tutto risolto, sono fieri di me e del mio lavoro e hanno accettato la mia compagna. Adesso non mi sento arrivata, ma sono molto fiera di ciò che ho fatto a Catania in questi anni. Quindici anni fa la città era totalmente chiusa a noi omosessuali e ci consideravano fenomeno da baraccone. Volevano entrare nelle discoteche dove organizzavamo le serate solo per deriderci. Con tanti sacrifici e tanta fatica oggi non è più così. Le serate di Cristina Garofalo a Catania sono molto conosciute e apprezzate, sono garanzia di divertimento. Una volta organizzare una serata gay era uno scandalo, adesso invece ti cercano e vogliono tutti organizzare serate gay.

E invece cosa mi dici di Miss Lolita, arrivata quarta al programma di Canale 5 Italia’s Got Talent?

Manuel, in arte Miss Lolita è il mio art director e lavora con me da sette anni. Siamo proprio reduci da questa bella esperienza in televisione. Ha mandato una e-mail per gioco al programma ed è stato chiamato. Sono veramente orgogliosa di lui. E’ un ragazzo molto conosciuto nel mondo delle Drag Queen di tutta Italia e ha vinto anche dei concorsi. A livello televisivo è la sua prima esperienza ed è stata un successone, è un talento.

Sicuramente il suo successo influirà positivamente sui nostri locali e penso che porterà nuova clientela da noi anche se la sua partecipazione non è stata studiata o programmata.

Hai mai visto qualcuno che proprio non ti aspettavi in un tuo locale?

Una volta, vidi la figlia di una mia amica in un locale che gestivo io. La conoscevo fin da piccola e sapevo che lei aveva qualche problema con gli omosessuali. Mi sono stupita e un po’ ho goduto perché in fondo non bisogna mai additare o deridere gli altri.

Giuseppina Cuccia

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