Pubblicato il: 18 Dicembre, 2009

Che la città si apra al quartiere

san cristoforoÈ questo uno degli appelli lanciati durante il workshop del progetto “San Cristoforo – un quartiere aperto per la città” svoltosi lo scorso 16 Dicembre al Coro di notte dell’ex Monastero dei Benedettini di Catania. Questo progetto, coordinato da Daniela Calenduccia, nasce nel 2007 da una collaborazione tra la Fondazione Vodafone, l’Associazione SPES – Cultura e Servizi tra le Gente e la Facoltà di Lettere e Filosofia. L’obiettivo è quello di «promuovere la crescita sociale, economica e culturale del quartiere, attraverso un programma di azioni integrate e il coinvolgimento di istituzioni e privato sociale», come specifica subito il preside della Facoltà di Lettere Iachello in apertura, questo tipo di intervento deve innanzitutto fare leva sul senso dell’identità degli abitanti di un quartiere apparentemente difficile, in realtà eterogeneo e densamente popolato. Per sviluppare il senso di appartenenza è necessario favorire l’integrazione sociale attraverso il lavoro e l’istruzione ed è proprio in queste direzioni che intervengono gli operatori di questa iniziativa, organizzando le attività più disparate: dai laboratori di informatica per adulti alle attività ludico-ricreative, da piccoli opifici artigianali per vetro, gesso e cucito al supporto scolastico. Ma soprattutto si punta l’attenzione sul lavoro, la grande piaga sociale della città: sono quindi fondamentali le attività di promozione dell’autoimprenditorialità e di orientamento; interessante da questo punto di vista l’intervento di Salvatore Drago, dirigente del Centro per l’impiego di Catania, che spiega come, rispetto al vecchio Ufficio di collocamento, questa struttura si concentri sulle effettive competenze e sugli interessi degli aspiranti lavoratori, anche per risolvere paradossi quali la contemporanea presenza di artigiani disoccupati in un’area della città e la carenza di artigiani pronti a lavorare in un’altra parte del territorio. Promuovere e supportare l’artigianato, la piccola e piccolissima impresa e soprattutto fare informazione: sono questi gli irrinunciabili obiettivi di un progetto che non riguarda una realtà lontana ed estranea, ma un luogo centrale e brulicante di vita nel quale ha sede la stessa Università.

Ornella Balsamo

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