Pubblicato il: 29 Dicembre, 2009

[Ciclo Autori Italiani] In nome del popolo italiano

Una profonda nostalgia ci assale al solo pensiero di come oggi, nel panorama cinematografico italiano, appaia sempre più difficile scorgere anche soltanto una piccola parte di quella straordinaria capacità di cui molti registi seppero dar prova durante il periodo della commedia all’italiana, quella vivace vena creativa che permise di realizzare pellicole che non soltanto erano veri e propri gioielli di comicità ma che, al contempo, non risparmiavano di mettere in luce i vizi, il (mal)costume, e gli aspetti politici più drammatici e crudeli di un’intera  società.

Sullo sfondo di un’Italia in preda ad un declino morale e civile che pare inarrestabile, testimoniato da un paesaggio deplorato da incendi ed inquinamento, dove dominano incontrastati corruzione e interessi economici, “In nome del popolo italiano”, diretto da Dino Risi nel 1971, narra la storia di un giudice incorruttibile (Ugo Tognazzi) – accanito persecutore di imprenditori disonesti – deciso a far arrestare l’ingegner Santenocito (Vittorio Gassman), per il suo presunto coinvolgimento nell’ assassinio di una giovane ragazza.

Un film spietato e coraggioso, che non concede sconti a nessuno, amaro, grottesco, cupo, in cui l’aspetto comico viene appena accennato, strozzato ed assorbito da una visione profondamente pessimista della realtà. Un film che costringe a riflettere e a considerare come nell’agire umano siano spesso insite inclinazioni che ci sforziamo di ignorare, relegandole con arrendevolezza come elementi ormai intrinseci al sistema sociale di un’Italia ammalata ed inguaribile, dove tutto è giustificato o quantomeno impossibile da combattere.

Il finale scioccante e doloroso del film non vale la pena di svelarlo, per non rovinare la (necessaria) visione di questo autentico capolavoro. Ma un’inquietante domanda permane con insistenza: quanto è cambiata l’Italia da quarant’anni a questa parte? Quanto è cambiato quel popolo italiano in nome del quale si amministra la giustizia nel nostro paese?

Aldo Nicodemi

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