Pubblicato il: 23 Gennaio, 2010
Senza categoria | di Giusy Cuccia

Cile: un “paese inventato”

Scoprire il Cile attraverso le parole di Isabel Allende, rende questa terra lontana, così magica che sembra quasi un paese fantastico, un “paese inventato”, come la scrittrice stessa lo definisce in un suo romanzo del 2003. Il Cile è per lei “il posto più lontano dove si possa andare senza cadere giù dal pianeta”, patria amatissima dove la Allende ha ambientato molte sue opere, tra cui il capolavoro “La casa degli spiriti”. Caratterizzato da ben 4 climi differenti, il Cile ha una lunghezza di 4000 km e una larghezza di 180 km, quasi quanto quella della Sicilia. A causa della sua forma stretta e allungata presenta una varietà di paesaggi veramente notevole: si passa dall’arido deserto di Atacama a Nord, alle pianure del Centro, dai ghiacci della Patagonia al Grande Sud, regione ricca di boschi, laghi, vulcani e fiumi. Pagina dopo pagina la Allende ci svela il suo paese, raccontato tramite la memoria e i ricordi dell’infanzia e della giovinezza trascorsi tra Santiago del Cile e il resto del mondo e mette a nudo se stessa e la propria patria. Rievoca le vicende dei suoi strampalati familiari, i profumi della cucina cilena quasi che sembra di poter assaporare le deliziose empanadas o vedere realmente gli occhi penetranti dei personaggi del romanzo. E così come offre al lettore, quasi fossero un prezioso dono, le bellezze del Cile, Isabel Allende mostra anche la parte meno “turistica” per così dire, più cruda del paese: la povertà, le superstizioni, l’arretratezza, i danni della globalizzazione, il maschilismo, la dura dittatura del generale Pinochet (1973) che, a causa del suo cognome e del suo lavoro di giornalista, la costrinse all’esilio. Protagonista insieme ai suoi ricordi di tutta una vita, il Cile rappresenta per la Allende un luogo sognato, sfocato ma che va ad intersecarsi con luoghi reali, la casa dei nonni, i paesaggi luminosi, il calore e l’eccentricità dei suoi compatrioti.

Giuseppina Cuccia

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