Pubblicato il: 16 Ottobre, 2009

Cinque centimetri al secondo…

5 centimetri al secondoÈ questa la velocità a cui cadono i petali di ciliegio, quando è primavera e il vento li scuote dagli alberi. Nei tre episodi che compongono il mediometraggio anime “5 centimeters per second” (Byôsoku 5 senchimêtoru), le vite dei protagonisti diventano come quei petali, in balìa del corso degli eventi senza riuscire ad assumerne il controllo. Tre episodi, che vertono attorno ai temi della separazione, della lontananza, del ricordo e del rimpianto.

Il primo episodio: immaginate un albero di ciliegio immerso nel buio. Anche se è primavera, nevica, tutto è ammantato di bianco e non ci sono petali sull’albero. Al loro posto, sono i fiocchi di neve a turbinare attorno ai protagonisti, due ragazzini che non si vedevano da un anno. Un brevissimo bacio. Un brevissimo attimo di felicità. E poi solo un’incredibile tristezza, dovuta alla consapevolezza che i sentieri della vita li avrebbero portati sempre più distanti da quell’albero, da quel bacio, da quella neve e da loro stessi.

Il secondo episodio: immaginate un razzo che parte, un’enorme scia di fuoco e fumo che lo spinge sempre più in alto, verso il buio dello spazio. E due ragazzi che lo osservano da lontano, a bocca aperta, desiderosi forse di comprendere almeno in parte l’immensità dei luoghi in cui si sta dirigendo. A causa di questa immensità, uno dei due non riuscirà a confessare il suo amore all’altro, pensando di non essere all’altezza, pensando che l’altra persona si meriti ben altro.

Il terzo episodio: immaginate, molti anni dopo, un passaggio ferroviario. Un uomo, infelice, e una donna, che dovrebbe essere felice, si sfiorano senza vedersi. Si accorgono però che qualcosa in quel momento è successo, qualcosa di importante, e si voltano indietro….

I circa 60 minuti in cui si svolge il film, ci mostrano una qualità dei disegni e dell’animazione davvero squisita. Se i personaggi  sono realizzati semplicemente “bene”, è nella cura dei dettagli, degli scenari e dei paesaggi che l’occhio rimane realmente estasiato. Da segnalare in particolare lo splendore di certi scorci primaverili, con l’aria e le strade invase dal colore rosa dei petali di ciliegio. La caratterizzazione psicologica dei tre protagonisti è semplice quanto efficace, capace di cogliere in maniera lucida e puntuale i turbamenti, i pensieri e le paure che attraversano la mente di ognuno quando capisce di non avere un reale controllo sulla propria esistenza e sulla propria felicità.

“Il calore di Akari, il suo spirito…come potevo raggiungerli? Non lo sapevo.”.

Tomas Mascali

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