Pubblicato il: 14 Giugno, 2010

Cinque Terre: camminando sul Sentiero Azzurro

Quello delle Cinque Terre è un paesaggio fatto dall’operare lento dell’uomo. Fatto dalle sue mani e dal suo sudore che hanno sottratto con fatica alla natura lembi di terra. Stracci recintati con 7000km di muri a secco che lambiscono il mare e segmentano i tipici terrazzamenti. La dove l’opera dell’uomo cessa, la macchia mediterranea aggredisce un paesaggio aspro e selvaggio, in cui le ginestre puntellano le mulattiere e le falesie scendono a strapiombo sul mare. Il mare leviga le scogliere come fossero ossi di seppia, gli stessi di un giovane Montale che  qui crebbe e trasse ispirazione. E a camminare sul sentiero n.2, più noto come Sentiero Azzurro, ben si intende il perché. Il percorso esiste dal Medioevo, da allora per secoli fu l’unica via di comunicazione sul litorale. Oggi dal sentiero si dirama una ragnatela di mulattiere che collegano i santuari dei crinali. Orlate di muretti a secco, queste si disperdono verso piccoli borghi abitati.

Si inizia a Monterosso con i suoi limoneti, da qui con molti saliscendi si percorrono oliveti, vigneti e piane terrazzate, fino ad un camposanto adagiato in un dolce declivio che segna la fine del territorio di Monterosso e l’inizio di Vernazza.

Poi bisogna puntare la torretta medievale che sovrasta il borgo seguendo una scalinata arroccata in un paesaggio di agavi e fichi d’india. Tra ponti e guadi si arriva a Corniglia, l’unico dei borghi a non esser sul mare ma a vantare un fascino tutto campestre. Si arriva sul sagrato della chiesa di San Pietro; da qui con trentatré rampe si raggiunge un terrapieno in cui è sdraiato il letto della ferrovia. Bisogna superare una pietraia e scendere alla marina del paese seguendo il sentiero che si snoda dolce per quasi un’ora da percorrere a ritmo blando.

Si arriva così alla stazione di Manarola dove incomincia l’ultima parte del sentiero, la più recente, la più famosa e quella dal nome pretestuoso: la via dell’Amore. Si tratta di un itinerario scavato nella roccia, costruito fra le guerre mondiali durante la costruzione della ferrovia tra Manarola e Riomaggiore e tra Riomaggiore e La Spezia.

La posizione panoramica è eccezionale, si tratta di un bel camminamento a picco sul mare con tanto di porticato artificiale che termina alla stazione di Riomaggiore. Proseguendo però, si arriva nel punto dove le barche vengono tirate a secco, dove i vecchi pescatori riparano le reti e le chiglie delle loro barche. È lo scorcio più suggestivo: un mosaico di tessere colorate intagliato nella roccia.

Luca Colnaghi

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