Pubblicato il: 31 Marzo, 2009

Crisi energetica: un sistema integrato di soluzioni per risolverla

nucleare1Nessuno lo avrebbe mai detto. Che sia stato l'”ambientalismo del no” ad aver fatto la fortuna delle lobby petrolifere e dei combustibili fossili, ha sconvolto anche me. Fare finta che non esista un problema energetico nel mondo ha comportato una grave situazione di stagnazione. Avere a cuore l’ambiente e credere nello sviluppo sostenibile secondo l’ing. Di Maio, docente di impianti nucleari dell’Università di Palermo, è possibile.

Il nucleare è la soluzione? E le rinnovabili?

Il nucleare non è la soluzione al problema. La domanda di energia è sostanzialmente multiforme, tripartita tra usi domestici, industriali e del settore trasporti. Molteplici devono essere anche le soluzioni. Le fonti rinnovabili sono ottime per la prima categoria, ma non se ne parlerebbe se non esistesse un piano nazionale di incentivi: nel 2007, il Conto Energia (l’insieme di aiuti per chi costruisce impianti che sfruttano le fonti rinnovabili) è costato direttamente ai cittadini italiani 3,7 miliardi di euro, pagati nella tradizionale bolletta con la voce “oneri di sistema”. Esse non possono concretamente sostenere la richiesta industriale: si tratta di fonti non costantemente disponibili e hanno peraltro necessità di impianti convenzionali al loro fianco.

Si parla dell’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico…

Questa prospettiva è futuribile. Una buona risposta alle richieste energetiche del settore dei trasporti. Ma l’idrogeno si produce impiegando molta più energia di quella che esso possa immagazzinare. Il contributo energetico dell’idrogeno verrà dunque addebitato nell'”utenza industriale”, per la quale una soluzione sono le centrali nucleari.

E quanto costa un impianto nucleare?

Circa 3/4 miliardi di euro. Basta meno della somma che già versiamo col Conto Energia per avere in un anno i soldi per una centrale nucleare. In più è economicamente competitivo: il guadagno sui costi dell’energia si potrebbe investire sul piano di incentivazione per le rinnovabili

I dati del Dipartimento dell’energia degli USA parlano di costi elevati: circa 77 dollari per Megawattora.

Questi stime dipendono dalle assunzioni fatte. Bisogna capire che rendimento hanno assunto e sicuramente sarà stato applicato un alto tasso di interesse sui costi di ammortamento dell’impianto.

Diversi studi dicono che l’uranio finirà tra 35-50 anni.

Ponendo 130 $ al chilogrammo come costo accettabile per l’estrazione avremmo riserve almeno per altri 70 anni. Se invece consideriamo costi tra i 130 e i 150 $, si passa a 220 anni.

Perché non aspettare il nucleare di IV generazione, presentato come assolutamente sicuro?

È ancora un progetto di ricerca. In generale, l’impianto assolutamente sicuro non esiste. Nel nucleare, si è raggiunta col tempo maggiore sicurezza: ad esempio, qualora la temperatura del reattore salisse, spontaneamente si spegnerebbero le reazione di fissione. Vi è una probabilità di fusione del core ogni 10 milioni di anni di attività. E in quel caso esso è progettato per resistere ed evitare rilasci nell’ambiente circostante.

Parliamo della questione scorie. In Italia tonnellate di rifiuti pericolosi stavano per essere occultati in Basilicata.

Questo è un esempio di ambientalismo del no. Uno Stato deve avere un suo deposito. Si era valutato positivamente il sito di Scanzano, ma non si è neppure giunti a fare uno studio approfondito. Stiamo parlando di una struttura che sarebbe stata tra gli 800 e i 1200 metri di profondità e che quindi non avrebbe potuto avere conseguenze sulla vita in superficie.

Negli USA però, il consigliere per l’energia di Obama, Jeremy Rifkin, parla già di pericolose contaminazioni in atto nel deposito delle montagne Yucca. Dovevano garantire 10 mila anni di totale isolamento.

Non sono a conoscenza di ciò, personalmente non ci credo. Qual è la sua fonte? Per affermazioni del genere, il rigore scientifico impone la citazione delle fonti di riferimento.

Molti paesi al nucleare sembrano non crederci più.

Chi parla di declino del nucleare fa cattiva informazione: dal 1986 ad oggi la potenza nucleare installata è aumentata del 48% passando da 250 a 372 Gigawatt.

Gianluca Ricupati

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