Pubblicato il: 17 Febbraio, 2010

Dallo Sri Lanka con amore: Lakki mi racconta

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertold Brecht

Lakki è nato e cresciuto nello Sri Lanka, trasferitosi alcuni anni fa nel nostro Paese ha ottenuto da poco il permesso di soggiorno.

1) Quando sei arrivato in Italia?

Ho lasciato lo Sri Lanka nel  2005 e ho raggiunto legalmente la Svizzera,  mi sono fermato a Zurigo dove avevo delle amicizie. Nel 2006 ho attraversato clandestinamente il confine con l’Italia e ho raggiunto Milano, successivamente mi sono diretto in Sicilia dove mi sono fermato prima a Messina e poi a Catania.

2) Perché hai lasciato il tuo Paese?

Alla base di questa scelta c’è principalmente una motivazione di tipo personale.

3) Come ti trovi in Sicilia ? Lavori?

La Sicilia, al pari della mia terra d’origine , è un’ isola e questo per certi versi mi fa  sentire un po’ come a casa. Anche la gente qui è in genere propensa  alla tolleranza e alla convivenza pacifica con le diversità etniche;  questo ha incentivato e facilitato la mia permanenza  a Catania.

Attualmente lavoro come badante e devo ammettere che mi trovo molto bene .Mi trattano come fossi uno della famiglia e questo mi fa sentire molto fortunato.

4) Parliamo un po’ dello Sri Lanka: è ancora in corso la guerra?

No, la guerra  si è conclusa il 18 maggio del 2009 grazie a una soluzione di tipo militare che ha portato alla sconfitta i guerriglieri tamil per mano dell’esercito governativo.

5) Perché e quando ha avuto inizio questa guerra? Tu che idea te ne sei fatto?

La guerra è iniziata ufficialmente  il 23 luglio del 1983  a causa di un agguato avvenuto nel nord del paese che ha causato l’uccisione di 13 soldati governativi  da parte di un gruppo separatista di etnia tamil che si autodefiniva L.T.T.E. .Quest’episodio ha causato una forte ritorsione di una parte dell’ etnia di maggioranza  singalese nei confronti dei tamil residenti soprattutto al sud e nella capitale.Questi episodi di violenza hanno fatto sì che quel mese di luglio passasse alla storia come il “luglio nero”. Questa, tuttavia,  non è altro che la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le vere origini di questo malessere a mio parere sono sparse lungo tutto un arco temporale che va dalla leggenda delle origini dei singalesi da parte del principe Vijaya (buddista del nord India) avvenuto circa 500 anni a.C. con la forte caratterizzazione buddista dell’ isola, le varie invasioni dei tamil (hindu del sud dell’ india) per la conquista dell’isola e le lotte con i re singalesi determinati a proteggere il regno e la religione, periodi di alternanza del governo tra re invasori e re indigeni, il periodo dei colonizzatori dove gli schiavi tamil deportati dall ‘India e i sottomessi singalesi  dovettero accettare questa convivenza  forzata. Con la fine dell’ era coloniale nel 1948 nascono tra la popolazione tamil ideologie d’ indipendenza  dal governo centrale del paese , affidato  dai colonizzatori britannici alla maggioranza singalese. Il culmine di queste spinte si ha proprio nell’1983 con l’L.T.T.E. che imbraccia le armi contro il governo rivendicando uno stato indipendente dei tamil nel nord est del paese, un nuovo stato che prenderà il nome di Tamil Eelam.

6) Cosa sanno i bambini di questa  guerra?

Intere generazioni di bambini, me compreso, sono nate  durante la guerra . Questa,  quindi, non è qualcosa di lontano ed indefinito ma  una presenza fissa che aleggia  quotidianamente sulle nostre vite  a causa delle innumerevoli  immagini di morte, distruzione,  battaglie  diffuse  da giornali e telegiornali .

8) Stai per tornare nel tuo paese per un po’: cosa vorrai fare un volta lì?

La guerra ha lasciato dietro di sè migliaia di morti, sfollati, orfani e feriti e non mi potrei considerare un giusto essere umano e un buon srilankese se non facessi nulla per alleviare, nei limiti delle  mie possibilità,  le condizioni di sofferenza in cui, in particolare, i bambini del mio Paese vivono.

9) Lo Sri Lanka conosce la Democrazia?

C’è tutta la democrazia che  un paese del terzo mondo in via di sviluppo con tanto di guerra si può permettere. Con una classe politica in gran parte corrotta e legata  alla malavita, più attenta al suo tornaconto che a quello dei cittadini, bisogna accontentarsi di una democrazia di  facciata.

10) Quali sono  i tuoi obiettivi personali per il futuro?

Ho in mente di riprendere il percorso di studi interrotto, cercando di conseguire un titolo di studi  qui in Italia. Attualmente, nei momenti di riposo dal lavoro, seguo un corso individuale di italiano e attraverso il perfezionamento della lingua spero di  potermi costruire un futuro da individuo  libero.

Sabina Corsaro

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