Pubblicato il: 29 dicembre, 2010

De Felice: i novant’anni silenziosi

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Novant’anni senza De Felice. Catania li ha compiuti in questi giorni, in un silenzio pressoché assoluto. Ovunque, se si eccettua la commemorazione organizzata al Centro sociale “De Felice Giuffrida”, presso il borgo marinaro di Ognina. In un clima raccolto e familiare, l’Avvocato Nello Pogliese, memoria storica della Catania democratica, ha tenuto una bella orazione d’altri tempi su “Giuseppe De Felice Giuffrida, fra Catania e l’Europa”. I difficili rapporti fra il De Felice e le grandi personalità del socialismo europeo, Anna Kuliscioff in testa, hanno scandito i motivi della rievocazione e del dibattito. Le scelte del De Felice erano eterodosse agli occhi dei vertici della Seconda Internazionale, quando non direttamente tacciate di “opportunismo”. La rappresentanza del ceto municipale di artigiani e armatori, unita a quella dei lavoratori dipendenti, era stata il tratto distintivo del “blocco defeliciano” già negli anni ‘80. Più tardi sarebbe stata la vera novità delle giunte del socialismo isolano, dopo la tragica fine dei Fasci Siciliani. Fu quest’ultima esperienza a chiarire quanto fosse un’eresia, per la leadership kautskiana dell’Internazionale, appellarsi “agli operai”, senza distinzione fra artigiani e lavoranti, fra braccianti e piccoli contadini. Per Pogliese, le critiche velenose di Anna Kuliscioff sono la prova di «invidia nei confronti di un leader di grande popolarità». Un atteggiamento che, ad esempio, non trovava riscontri in una personalità altrettanto popolare: Andrea Costa, ex marito della Kuliscioff, grande amico e sponsor della prima ora del De Felice. In realtà, Andrea Costa era un ex anarchico, un socialista atipico come De Felice Giuffrida. Questi vi si ispirò fin da giovane, come testimonia la fittissima e affettuosa corrispondenza degli anni ’80. Nel 1889 De Felice si avvalse alle elezioni di un soggiorno catanese del socialista romagnolo, denso di comizi e iniziative di propaganda. E poi c’è tutta l’opera del futuro sindaco de “la Milano del Sud” a testimoniare la vicinanza ai metodi di Andrea Costa: il mutualismo e il movimento cooperativo quale filo da tessere per un sistema economico e sociale più giusto. Al movimento sindacale etneo, silente per tale ricorrenza, tutto ciò non sembra dire più nulla. Nello Pogliese ha concluso ricordando il De Felice valente avvocato, sempre pronto ad assistere gli indigenti in tribunale. Per questo, novant’anni fa, morì povero.

Enrico Sciuto

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