Decreto Gelmini: istruzione o distruzione d’istruzione?
30 ottobre 2008, di Redazione
Da Graziella Grisiglione
Gli studenti hanno rifiutato oggi, 24 ottobre 2008, di accogliere la proposta del ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini di dialogare sulle eventuali modifiche del decreto ma sul ritiro dello stesso non si discute! Si addita una mancanza di dialogo ed apertura a studenti (e non solo) per il serrato “no”. Non sembra che gli studenti (e non solo) siano stati interpellati prima che siffatta riforma conoscesse i propri natali… Si è detto che gli studenti manifestanti abbiano bloccato le attività didattiche in realtà si sono svolte ma in piazza, come è successo a Bologna e Palermo per citare alcuni esempi. L’autogestione è una situazione che intimorisce: niente ordini né imposizioni Un attacco di panico per la nostra bella Italia e la sua baggiana maschera democratica… Niente paura: nelle aule occupate non si gioca a ramino; si fanno quattro chiacchiere (con decreto alla mano) sulla riforma tanto contestata. Si chiama attività d’informazione… una lezione più che sufficiente nell’ambito del sapere.
Non è questione di ideologia: si fa presto a parlare di strumentalizzazione politica. In realtà questo fenomeno di contestazione non è circoscritto solo agli studenti, docenti e ricercatori di sinistra ma anche a quelli appartenenti a Forza Nuova. Preoccupati tutti sui tagli vertiginosi che riguarderanno l’università pubblica: 1 milione e mezzo di euro dal 2009 al 2013. Non tagli di docenti ma un turn-over di un docente inserito ogni cinque licenziamenti o pensionamenti. Il ritorno al maestro unico, in una società che spiazza in continuazione il bambino sommergendolo di stimoli esterni favorendo il confronto a vari livelli con una realtà ricca di inputs… l’attività di confronto del bambino sarà resa statica da una sola figura, non ce ne saranno altre da prendere in considerazione. Ma poichè il maestro unico sarà da solo incapace di badare ai bulli e teppisti è cosa buona e giusta il cinque in condotta, perché da un voto dipenderà il cambiamento comportamentale di un individuo che l’aggressività ce l’ha nel sangue e probabilmente tornerà a riprendere con serenità a fare quello che ha sempre fatto. Classi già corpose saranno ingrassate dall’aumento di alunni per classe con la conseguenza che il maestro unico non potendo seguire una classe di 30 alunni taglierà uscite a scopo didattico… un ulteriore colpo basso alla stimolazione intellettiva e creativa del bambino.
Lo scopo è chiaro e serio: gli sprechi di denaro pubblico. Ma come non restare indifferenti a tutto questo scempio di denaro pubblico!? Vengono spesi male! Se cominciassimo a diminuire qualche stipendio troppo esoso e a contribuire ad un equilibrio sociale? La Gelmini afferma che auspicherebbe ci fossero meno insegnanti ma meglio retribuiti… questa è la politica del tutto o nessuno che non pare assolutamente idonea a contribuire all’equilibrio di un’Italia già seriamente in crisi ma non per gli sprechi all’università o nell’istruzione… no solo e non in primis. Più che ballo del qua qua sembra la danza del gambero: un passo in avanti, quattro indietro. Questo sembrerebbe piuttosto un tentativo bello e buono di voler portare alla privatizzazione l’istruzione ancora quasi pubblica… altro che meritocrazia! Sembra la società della “soldinocrazia”: chi ha il soldino continuerà (la prospettiva è quella di tasse molto molto… estreme mante profumate) chi ha semplicemente il merito prenderà il merito sotto braccio e se ne andrà a quel paese: un paese che sappia valorizzarlo come individuo e secondo il suo percorso di studi. Per ciò che può offrire al prossimo, bambino o adulto che sia. L’Università pubblica diventerà una fondazione privata: non ci sarà più un limite per le rette universitarie e probabilmente i docenti saranno scelti da chi finanzia l’istruzione…












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