Pubblicato il: 25 Agosto, 2009

Delitto e Castigo

Delitto e CastigoChi pensa, leggendo queste righe, di addentrarsi nei meandri del celebre romanzo di Dostoevskij, non può fare a meno di restare deluso. Lo scrittore russo, è vero, ha dato vita ad uno dei più interessanti romanzi di fine ottocento, configurando l’uomo moderno che sta in bilico sul filo delle sue contraddizioni. Qui, tuttavia, il delitto e il castigo affrontati hanno tutt’altra valenza, poiché rimandano all’ambito giuridico- sociale che tanto ci dà da pensare.
Volgendo lo sguardo sul sistema giudiziario presente nei vari paesi quello che si evince è innanzitutto la varietà dei metodi adottati in campo penale. In America si trova una contraddizione che rasenta il paradosso: un colpevole può da una parte essere scagionato dalla sua condanna dietro il pagamento di una consistente cauzione, mentre dall’altra, se non esistono prove contrarie, può essere condannato a morte anche se sussiste una briciola di dubbio. Questa polarità tra l’elasticità più palese e la restrizione e coercizione più rigide fanno degli U.S.A. un paese quasi giullaresco. La situazione non migliora avvicinandoci all’Europa, dove in paesi come l’Italia le pene sono distribuite in modo quasi indolore. Facciamo degli esempi? La presunta assassina del delitto di Cogne (la madre del piccolo Samuele) da anni viene sottoposta a perizie psichiatriche che alla fine non portano a nulla di certo e risolutivo. I ragazzi accusati dell’assassinio della madre e del fratellino di Erika forse avranno la possibilità di una libertà condizionata. Ci sono reati gravi che vengono scontati in pochi anni e colpevoli che perdono la libertà (e a volte la vita) per reati mai commessi. La Giustizia italiana (e in generale quella umana) è imperfetta così com’è imperfetto l’uomo che ne prepara i caratteri e la forma. Cesare Beccaria secoli fa scriveva un testo Contro la pena di morte dove annotava tutte le riflessioni che andavano contro la decisione di punire un colpevole con la vita. Era il tempo del primo illuminismo in Italia, periodo in cui l’oscurantismo cedeva il posto alla ragione e alla civiltà.
Oggi è difficile decidere quale sia il comportamento più adeguato per dare ad ogni individuo la condanna che merita nel caso in cui commetta dei reati: un uomo che uccide un bimbo di qualche anno come dovrebbe essere punito?
Interrogativi che non avranno mai fine, che si scontreranno di continuo con la scala superiore della civiltà e con la forma sociale delle istituzioni. Domande e dubbi che urteranno sempre con il sano desiderio di voler costruire una società fatta di comunione di intenti nell’interesse della collettività e nel rispetto dell’individuo poiché, ricordiamocelo, la libertà del singolo ha fine lì dove comincia quella del suo vicino…

Sabina Corsaro

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