Pubblicato il: 28 Aprile, 2009

Disoccupazione: le donne le più colpite

disoccupazione-donneSecondo l’International Labour Organization (ILO), nel 2009 tra i 24 e i 52 milioni di lavoratori saranno espulsi dal mondo del lavoro; di questi, da 10 a 22 milioni saranno donne. All’inizio il flagello si è abbattuto su finanza, assicurazioni ed edilizia, settori in cui si colloca generalmente l’uomo. Poi la crisi ha investito i servizi e il commercio, in cui le donne sono la maggioranza in molte aree del mondo. Tenendo conto delle differenze nei livelli occupazionali tra generi, si può tranquillamente affermare che le donne sono le vittime predestinate della recessione. Nel 2008 al mondo c’erano 3 miliardi di occupati, di cui 1,2 miliardi erano donne. Nel 2009, secondo il documento, il tasso di disoccupazione femminile potrebbe raggiungere il 7,4% a fronte di un 7% netto per quanto riguarda i maschi. L’impatto della crisi economica colpirà soprattutto l’America Latina e i Caraibi, mentre l’Asia Orientale, le economie in via di sviluppo e gli Stati dell’ex area sovietica dovrebbero soffrire di meno per via del dislivello tra lavoratori uomini e donne, in termini di occupazione. Come sostiene il direttore generale dell’organizzazione, Juan Somavia, “spesso le donne subiscono più rapidamente le conseguenze negative di un’epoca di turbolenze economiche, mentre beneficiano in ritardo della ripresa. E già prima della crisi, la maggior parte delle donne viveva di economia informale, con retribuzioni e protezione sociale inferiori”. Le soluzioni proposte consistono nel parificare l’accesso di uomini e donne ai lavori sostenibili e qualitativi, nonché ampliare la protezione sociale attraverso sussidi di disoccupazione e programmi assicurativi, partendo dal riconoscimento della posizione vulnerabile delle donne sul mercato del lavoro. Fino a quando persisterà la crisi però, ogni tentativo di soluzione risulterà vano.

Caterina Tipa

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