Pubblicato il: 10 Maggio, 2008

I (dis)servizi dell’ato rifiuti

discaricaE alla fine chi differenzia la raccolta paga di più!
È Balestrate la regina della raccolta differenziata tra i comuni del comprensorio partinicese (provincia di Palermo): si attesta al primo posto della nostra speciale classifica il piccolo comune costiero con il 14% di rifiuti differenziati. L’assessore all’ambiente Rosalia Mulinello ci rivela che ufficiosamente potremmo già parlare addirittura di un 20%, cifra che ancora però gli uffici dell’ATO devono confermare. Ci chiediamo subito ironicamente in che modo o da chi vengano fatte queste statistiche, dato che l’ATO è più conosciuto come un carrozzone politico piuttosto che come una società composta da tecnici specializzati in vari settori (lode però a chi seriamente lavora al suo interno! Non tutta l’erba è un fascio). Un tram elettorale e clientelare con la fama di far partecipare al “magna magna generale” amici e parenti dei politici…

Sebbene i dati della raccolta differenziata siano comunque alquanto alti (un’espressione forse un po’ azzardata dato che i comuni siciliani dovrebbero entro il dicembre raggiungere il 45% di raccolta differenziata secondo i valori del decreto 152/06), non c’è un sorriso sul volto dell’assessore che ci spiega come abbiano ereditato questo contratto con tale società privata dalla precedente amministrazione (Balestrate è entrata nel “giro” nell’Aprile 2006 e ci resterà fino al 2030). Un servizio di raccolta porta a portacassonetti dell\'immondizia è garantito a gran parte dei cittadini. Il problema è un altro: sono già incartate per i cittadini balestratesi gonfie e salate bollette-regalo con aumenti almeno del 60%. Aumenti inevitabili dicono dal comune: da un costo contrattuale di 580.000 € si è arrivati attualmente a circa 937.000 €. E non tutti questi soldi in più possono garantirli le casse comunali: “Purtroppo gli uffici tributari, che fortunatamente sono ancora nelle nostre mani, hanno dovuto dividere parte della somma tra i cittadini” afferma amareggiata l’ass. Mulinello. Ma quando tali uffici che si occupano della riscossione dei tributi passeranno nelle mani dei “tecnici” dell’ATO saranno guai. Le tariffe da quel momento saranno assolutamente arbitrarie: campo libero alle bocche e tasche avide del “fango politico” che sporca un servizio così essenziale. Recentemente dal Tar di Enna è venuta fuori una sentenza che obbligava la società competente a chiedere conferma delle proprie azioni al consiglio comunale della città in cui presta il servizio. Speranze per il futuro. Ma Balestrate non vuole dover sperare nella bontà dei tribunali, garantendo invece a priori ai cittadini serietà e costi non troppo mobili.Dovrebbero passare attraverso l’occhio del consiglio comunale le tariffe sulla raccolta dei rifiuti e l’ATO dovrebbe garantire una differenziazione sulla tassazione, premiando comuni virtuosi come il nostro“. In effetti il ragionamento è davvero semplice e logico: chi fa la raccolta differenziata deve pagare più o meno? Perché gli organi più alti si spendono tanto nello sponsorizzare questo tipo di raccolta? Lo fanno per questioni ambientali ma anche perché smaltire rifiuti già differenziati è più facile e meno costoso. E allora com’è che facendo la raccolta differenziata i costi aumentano? C’è puzza di bruciato, c’è puzza di speculazione aziendale.

COSA DICE IL DECRETO LEGISLATIVO 105/06?

Art. 205 (misure per incrementare la raccolta differenziata)

1. In ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:

a) Almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006
b) Almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008
c) Almeno il 55% entro il 31 dicembre 2012.

PRIMA CONSIDERAZIONE: nel 2006 la raccolta differenziata a livello regionale si fermò al ridicolo 6,7%!! Non è necessario essere dei matematici per capire come la Sicilia sia ancora sostanzialmente nell’età della pietra, o meglio nell'”età della munnizza”!

2. Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti dal presente articolo, è applicata un’addizionale di 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carica dell’Autorità d’ambito, […] che ne ripartisce l’onere tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla case delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni.

SECONDA CONSIDERAZIONE: all’Ato, in poche parole, saranno aumentati del 20% i costi del conferimento dei rifiuti in discarica, MA l’ato ripartirà tali spese tra i comuni che non abbiano ancora raggiunto il 45% di raccolta differenziata. E siccome nessuno arriva a quel valore, indovinate un po’ chi pagherà quei costi?! Tutti noi! Sia chi differenzia più sia chi lo fa meno.

Gianluca Ricupati

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