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Donne cattive “provocano” i loro partner

11 gennaio 2013, di   Stampa articolo Segnala articolo  

femminicidio-violenzaHanno superato il centinaio nel 2012, hanno una sola caratteristica in comune ed un solo, comune destino: la morte. Morte per essere nate donne: è questa la condanna subita da numerose donne negli ultimi mesi, nella maggior parte dei casi fatta scontare da un compagno violento e possessivo. Si può dire che nel 2012 ne sia morta una ogni 2/3 giorni, e questi numeri trasformano l’Italia nel paese che registra il maggior numero di femminicidi d’Europa. A fianco a questi scandalosi record e alle inascoltate denunce per stalking di numerose donne tramutatesi in tragedie, però, si pone anche l’opinione del parroco di San Terenzo (in provincia di La Spezia) Don Piero Corsi, il quale nei giorni scorsi ha pubblicato sulla bacheca della chiesa un estratto del direttore del sito Pontifex Bruno Volpe esprimendo la propria opinione al riguardo. Il titolo del volantino che ha scandalizzato l’Italia intera è “Le donne ed il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?”, che già di per sé non ha bisogno di essere commentato.

Il contenuto è l’ennesima beffa a chi ha incontrato precocemente la morte a causa della violenza del proprio partner: uno sputo sulle tombe di donne a cui ora, dopo la vita, si cerca di togliere anche la dignità. Infatti, come si può leggere tra le righe incriminate, la colpa è loro: si sono allontanate dalla virtù e dalla famiglia, si vestono in abiti succinti, servono cibi freddi, abbandonano i bambini, non lavano i panni né puliscono la casa, si credono indipendenti, tradiscono gli uomini sui luoghi pubblici o di lavoro: in questo modo “provocano” i loro partner, meritandosi il peggio. La reazione del telefono rosa è stata immediata: il presidente Maria Gabriella Carnieri Moscatella ha richiesto l’intervento del presidente del consiglio Mario Monti e del papa Benedetto XVI a causa della grave offesa provocata da questo volantino (che voleva essere una reinterpretazione della lettera pastorale “Mulieres dignitatem”) alla dignità delle donne.

Il volantino è stato rimosso e Don Piero Carli, ripreso dal vescovo di La Spezia Ernesto Palletti, ha fatto pubblicamente le sue scuse; eppure tutto ciò non è sufficiente per cancellare le tremende parole appese su quella bacheca e le conseguenze che queste potrebbero avere: esse costituiscono una vera e propria “giustificazione all’omicidio” nei confronti delle donne, legittimando il gesto dei loro aguzzini e minimizzando un problema che si fa sempre più grave e che, come tale, dovrebbe essere affrontato con più serietà (basti pensare al fatto che i femminicidi costituiscono il 30% dei casi di omicidio in Italia). L’emancipazione della donna in Italia è arrivata in ritardo, negli anni ’70, così come in ritardo era anche il diritto di voto: ma il vero problema, al di là dei diritti ottenuti, è sradicare idee medievali nelle teste di chi ancora si ostina a negare la parità tra i sessi e la possibilità che le donne hanno di poter essere chi vogliono, e non solo mogli e madri.

Sara Servadei

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