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Donne si nasce e non si diventa: i giochi rubati alle bambine dei concorsi di bellezza americani

18 giugno 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

little miss america definitivoSfilate in passerella, abiti da sera, trucco, acconciature all’ultima moda, camminata sculettante e balletti sexy in abitini succinti: è questo ciò che oggigiorno chiamiamo “infanzia”?
A giudicare dalle giovanissime concorrenti dei concorsi di bellezza americani, pare proprio di si.
Il modello di “donna-valletta” così in voga negli ultimi anni ha fatto il suo lavoro, dando vita ad una mania che –per fortuna- sembra non essere ancora molto diffusa in Italia, ma di cui si è discusso parecchio grazie ad alcune trasmissioni televisive che hanno fatto rabbrividire lo stivale. Bambine che della bella infanzia, quella da vivere tra bambole e ginocchia sbucciate, non hanno proprio nulla: dalle movenze sensuali, alle foto in posa da dive, ai capelli posticci per finire con i tacchi alti, sembra proprio che non ci sia niente che non si possa fare pur di apparire attraenti, neanche quando si ha a che fare con “donne” in età da scuola materna invece che da marito. Le giovani modelle, infatti, hanno tutte un’età compresa tra i due ed i sette anni: un’età in cui non è permesso nemmeno attendere i soldini che porterà il topino dei denti, perché quella simpatica fessura dovrà essere coperta con una bella fila di denti finti e bianchissimi, oltre a tutti gli altri trattamenti a cui sono sottoposte: ceretta, ricostruzione delle unghie ed autoabbronzanti, per non parlare delle ore trascorse al trucco e parrucco: guardando le foto delle sfilate pare di avere di fronte delle vere e proprie donne, e non delle bambine che non sanno ancora fare a leggere e a scrivere. Ovviamente, il problema sta nei genitori: solitamente, la madre è una donna ambiziosa che non è riuscita a realizzarsi e che ora punta tutti i propri desideri sulla giovane figlia, angosciata dall’eventualità che essa non possa a sua volta realizzare quei sogni che ella non è riuscita a raggiungere a tal punto da volerla trasformare fin da giovanissima nella “numero uno”, la reginetta dei concorsi. Questo denota anche un atteggiamento molto egoistico da parte sua, in quanto non tiene conto degli effetti che il suo comportamento può avere sulla bambina. Infatti, se la madre è convinta che i giochi non le servano più, essa non sembra altrettanto felice della scelta, e dietro alle quinte si possono osservare scene di bambine che strillano, piangono o si rifiutano di esibirsi. Per non parlare degli effetti a lungo termine, che potrebbero provocare dei danni incalcolabili nel periodo adolescenziale: come potrà riuscire ad accettarsi una bambina abituata a trattamenti di bellezza di vario tipo e sempre messa a dura prova da un occhio materno critico e severo nei confronti del proprio corpo? Per fortuna, però, molti altri genitori hanno espresso il proprio disappunto verso il messaggio sbagliato che passa dalle riprese di questi concorsi opponendosi alla messa in onda della serie: tuttavia, questo sicuramente non basterà a fermare una moda che frutta allo stato americano ben oltre un miliardo di dollari l’anno.

Sara Servadei

 

 

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