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Dormire: tutt’altro che un optional

10 luglio 2012, di   Stampa articolo Segnala articolo  

disturbi-sonno“Salute”: una parola molto comune e molto usata, ma a cui troppo spesso, nelle nostre azioni quotidiane, non diamo l’importanza che richiede. Lo facciamo ripetutamente quando ci ustioniamo cercando l’abbronzatura sulla spiaggia, ci abbuffiamo durante e fuori dai pasti o al contrario togliamo al nostro corpo l’apporto sufficiente di zuccheri per dimagrire, oppure quando dobbiamo fare mille cose e togliamo tempo a quella più vitale: dormire. La nostra società non dà molta importanza al sonno: a prova di questo, un celebre detto dice che “chi dorme non piglia pesci”. Dormire spesso e volentieri è un’attività considerata come una perdita di tempo, poiché induce alla passività. Al contrario, la parola d’ordine della nostra società è “attività”: ciò significa che bisogna essere realizzati, produttivi, bravi genitori, informati sui fatti del mondo, pieni di amici ed in forma. Oltre a ciò si deve curare la casa, fare la spesa e trovare del tempo per noi e per i figli. Di fronte a tutto ciò, chi ha tempo per dormire? Il sonno viene troppo spesso visto come un’attività inutile, che non porta a niente e non produce niente. La verità è che si tende a dare una grandissima importanza alla “linea” (che è importante per restare in salute), ma non se ne dà altrettanta al sonno sebbene non sia meno fondamentale. In media, infatti, nelle civiltà occidentali, il 22% delle persone mostra torpore durante il giorno, il 63% non dorme abbastanza e il 69% accusa problemi legati al sonno. Tra questi si presentano dei casi di insonnia più o meno persistente e più o meno gravi, ma pare soprattutto che molti non dormano per propria scelta: l’esigenza di svegliarsi presto e la voglia di fare tardi con gli amici portano spessissimo a togliere tempo a questa fondamentale attività del nostro organismo. Non senza conseguenze: basti pensare al fatto che quando dormiamo poco alcune cellule del nostro stomaco producono un ormone, la grelina, che stimola l’appetito. Quindi, la mancanza di sonno è una delle cause della crescente obesità nei paesi industrializzati. Ma non è tutto: a lungo andare, la carenza di sonno aumenta notevolmente la possibilità di diventare diabetici o soffrire a causa di ictus, infarti o depressione, inoltre riduce la nostra capacità di combattere le infezioni e porta ad un peggiore funzionamento delle cellule del lobo frontale dell’encefalo (quello più utilizzato poiché determina la personalità e il pensiero). Inoltre, si è osservato che topi da laboratorio privati del sonno muoiono inspiegabilmente dopo 17 giorni. Per di più che la sonnolenza ed il torpore legati ad una mancanza di esso provocano il 21% degli incidenti aerei ed il 31% di quelli in auto, oltre a 15000 errori medici. Ciò significa che la vita di molte persone, ogni giorno, rischia di essere seriamente compromessa a causa di una “banalissima” carenza di sonno: dormire non è un optional. Ma quindi, in sostanza, siamo proprio sicuri che è colui che dorme a non pigliare pesci?

Sara Servadei

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