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Ecco le 7 nuove meraviglie del mondo di oggi

9 dicembre 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

new-7-wonders-of-the-worldCome siano state selezionate ed elette le 7 meraviglie del mondo antico non lo sappiamo con certezza, ma come siano state votate le “nuove 7 meraviglie del mondo di oggi” lo sappiamo eccome, attraverso un referendum mondiale via internet. 150 sono stati i siti indicati dal pubblico in rete, via sms o via telefono come i possibili vincitori del premio “new 7 wonders”, ma solo 7 sono stati alla fine eletti tali e assurti a tutti gli onori dell’illustre carica nel luglio del 2007.

Considerate come le possibili “eredi” delle 7 meraviglie del mondo antico, sebbene alcune di esse siano più o meno coeve a quelle, le new 7 wonders sono sparse per il mondo, ma nessuna si trova nella stessa area di una delle antiche vincitrici. Le 7 meraviglie del mondo antico, infatti, erano dislocate tutte fra Grecia, Egitto, Turchia e Iraq, mentre le nuove approdano niente meno che nel Nuovo Mondo, in Cina, in India, in Italia e in Giordania.

Il continente americano risulta il più premiato in assoluto dalla votazione del 2007, ospitando ben 3 delle nuove 7 meraviglie:

–          Il Cristo Redentore, Rio de Janeiro (Brasile) – collocata sulla cima della montagna di Corcovado alta 700 m, la statua di Gesù Cristo Redentore si affaccia sulla baia e sulla città di Rio, sovrastandola con il suo abbraccio aperto alla redenzione. Alta 30 metri più 8 del basamento su cui è collocata, la statua venne inaugurata nel 1931 e ancora oggi rappresenta il simbolo della città.

–          La città di Machu Picchu, Cusco (Perù) – aggrappata alla roccia alla folle altezza di 2430 m sul livello del mare, la città perduta del popolo inca è patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Machu Picchu, il cui nome significa “vecchia montagna”, fu costruita probabilmente intorno 1440 per venire poi inghiottita dal tempo e dalla leggenda dopo l’abbandono della popolazione inca all’indomani della conquista spagnola. Si dovrà attendere infatti il 1911 perché venga riportata alla luce dallo studioso Hiram Bingham, passato alla storia per lo straordinario ritrovamento.

–          Sito di Chichén Itzà, Yucatan (Messico) – adagiata ai giorni nostri su una verdeggiante pianura, la grande città maya risale al VI-XI secolo e comprende numerosi complessi architettonici, dei quali i più famosi sono El Castillo e il tempio dei guerrieri. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1988, sorse lì dove ancora oggi è visibile grazie alla presenza di 2 grandi pozzi d’acqua che potevano garantire la sopravvivenza della popolazione in quella zona un tempo altamente arida.

Spostiamoci ora sul continente euroasiatico per ricordare le altre 4 nuove meraviglie:

–          Il Colosseo, Roma (Italia) – forse tra i monumenti più famosi al mondo, il suo nome originario era Anfiteatro Flavio ad imperitura memoria della dinastia che lo volle edificare. Il nome Colosseo deriva invece dalla statua bronzea di enormi dimensioni dell’imperatore Nerone collocata un tempo al suo fianco e detta Colosso di Nerone. Oggi come allora simbolo della città, il Colosseo resta il baluardo dell’antico splendore dell’impero romano e, come scrisse Beda il Venerabile, “Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo”.

–          Il sito di Petra (Giordania) – scolpita nella pietra che il suo stesso nome evoca, la città rimase nascosta ad occhi moderni fino al 1911 grazie all’unica via d’accesso, il canyon del Siq, che per secoli l’ha protetta da saccheggi e profanazioni. Città di origine edomita (VIII a.C.) e successivamente nabatea (VI a.C.), passò in mani romane nel II d.C. e poi subì le dominazioni bizantina, islamica e cristiana, finendo anche nelle mani di un sultano mamelucco alla fine del 1200. Quindi se ne persero le tracce fino al 1812, quando un viaggiatore svizzero ne riscoprì le meraviglie.

–          Taj Mahal, Agra (India) – monumento dell’amore eterno di un uomo per la donna amata, il mausoleo dell’imperatrice Arjumand Banu Begum fu fatto costruire dal marito alla sua morte come “una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo” (Rabindranath Tagore). Si tratta di un enorme complesso che accoglie la tomba dell’imperatrice, i giardini e la moschea e che necessitò di 22 anni per essere ultimata, a partire dal 1632. Marmo bianco, pietre preziose e arenaria rossa onorano ancora oggi la memoria della donna amata dall’imperatore Shah Jahan.

–          La Muraglia cinese (Cina) – la costruzione del più grande complesso di mura mai esistito, lungo poco più di 8800 chilometri e largo circa 10 metri, ebbe inizio nel III a.C.. Seguendo le tortuosità del terreno aspro e ripido, essa doveva servire a proteggere il paese dagli invasori. L’edificazione del simbolo probabilmente più potente del popolo cinese tuttavia costò la vita a molti degli uomini che vi lavorarono. La tradizione vuole che la Grande Muraglia sia visibile addirittura dalla spazio, notizia suggestiva ma del tutto infondata.

In conclusione merita un’ultima nota la Piramide di Cheope, una delle 7 antiche meraviglie del mondo e l’unica ad essere visibile ancora oggi, votata nuovamente nel referendum mondiale del 2007 e per questo considerata “candidata onoraria” nel nuovo concorso delle meraviglie.

Giulia Segnalini

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