Pubblicato il: 3 Ottobre, 2009

Eccoveli gli alieni! L’Amazzonia, la vera area51

indios gli alieniCome in Lost. Ad un certo punto ci si rende conto di non essere soli. La cosa più ridicola, però, è che gli altri non provengano da qualche lontana galassia, ma dal giardino di casa, o meglio, dal giardino del pianeta: l’amazzonia. Da pochi giorni infatti si è allargata la lista delle tribù mai venute a contatto con l’Occidente con il ritrovamento di un campo indigeno sulle rive di un fiume peruviano nell’Amazzonia. Si tratta di capanne in bambù simili ad igloo. L’ultima notizia del genere era dell’anno scorso dopo dodici anni di silenzio sull’argomento. La tribù degli uomini Rossi (forse appartenenti alla sconosciuta etnia Aruak) veniva fotografata dal Survival International, organizzazione ecologista britannica che si occupa delle tribù di tutto il mondo, dopo ripetuti voli su una delle zone meno compromesse dell’Amazzonia tra Brasile e Perù. Il Perù, del resto, di cose strane ne ha viste negli ultimi anni: tra tutte un dittatore di origini giapponesi. Le foto degli indios, completamente dipinti dal rosso dell’urucum,  che scagliavano frecce con i loro archi verso il grande uccello di metallo, avevano fatto il giro delle televisioni e di internet. Le reazioni politiche erano state contrastanti. Pare che qualcuno in Italia avesse persino additato alla minaccia moscovita. Per questa e molte altre tribù il destino è uno solo. Una vita in fuga in luoghi sempre più remoti per sfuggire ai killer assoldati tacitamente dalle grandi multinazionali, dai cercatori d’oro (i garimperiros) e dai signori delle piantagioni (della coca). Se non è l’uomo ad ucciderli sono l’alcool e le malattie che l’uomo bianco porta con sé. Si calcola che su una superficie di 630 ettari tra Brasile e Perù vi siano 68 gruppi indigeni isolati, dei quali solo 24 gruppi sono stati confermati. Di loro si sa solo che esistono, ed è già molto, visto che gli stessi indios che hanno deciso di avere contatti con il resto del mondo di loro sanno ben poco. Disboscamenti selvaggi ed irrazionali non solo danneggiano l’ambiente e gli animali, ma possono portare all’estinzione di questi nuclei sociali. Estinzione, come quella dei dinosauri, dei comunisti e dei mammut. Perché se private dei loro territori queste tribù dovranno uscire allo scoperto o contendersi le poche risorse, dando via ad un genocidio. Da un lato il suicidio lemming, dall’altro la lotta fratricida dei pesci rossi. Per questo dagli anni la FUNAI (FONDAZIONE NAZIONALE PER GLI INDIOS) brasiliana ha adottato la politica di non cercare contatto umano con gli isolati, limitandosi a sorvolare l’area una volta ogni due anni per controllare lo stato degli indios. Stephen Corry di Survival International invita il mondo a proteggere queste realtà che non hanno mai avuto contatti con l’Occidente applicando ciò che le leggi internazionali prevedono. Sul sito dell’organizzazione www.survival-international.org persino il testo di una lettera indirizzata al presidente del Perù per invitarlo a riflettere su questi problemi. Eccovi gli alieni! Nel XXI secolo niente tv con reality, niente calcio in streaming, niente ipod. Lasciamoli in pace o al massimo cerchiamoli con Google Earth.

Luca Colnaghi

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