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Ecomafia e disoccupazione: maglia nera alla Campania

Da diversi anni ormai, la Campania è una delle Regioni italiane costrette ad affrontare notevoli difficoltà, sia dal punto di vista economico che gestionale. Un trend iniziato nel secondo dopoguerra, con il proliferarsi della malavita organizzata e con il deteriorarsi dell’attività economica regionale: una forbice che, rispetto alle altre regioni, ha continuato ad ampliarsi negli anni e che non accenna a fermarsi. La conferma arriva da due rapporti presentati rispettivamente da Legambiente e Bankitalia: il primo assegna la Regione partenopea, per la sedicesima volta consecutiva, la maglia nera per quanto riguarda l’illegalità ambientale e la gestione del ciclo dei rifiuti; il secondo invece conferisce alla Campania il più alto tasso di disoccupazione tra le Regioni italiane. Il rapporto di Legambiente evidenzia numeri esorbitanti: il giro d’affari proveniente dall’ecomafia ammonta a 4,5 milioni di euro, ottenuto soprattutto grazie allo smaltimento illegale di ben 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere, con oltre 5000 siti valutati come potenzialmente inquinati. Una situazione che si presenta drammatica per la salute e per il futuro dei cittadini campani e che viene acuita da altri dati che non lasciano ben sperare, come la crisi sempre più nera del settore lavorativo. È questo che emerge anche dai dati diffusi dalla Banca d’Italia: lo studio ha evidenziato che addirittura i posti di lavoro sono diminuiti di 70 mila unità rispetto al 2008. Ciò che preoccupa maggiormente è il fatto che la crisi occupazionale abbia interessato tutti i settori produttivi di maggior rilievo e non solo il settore industriale, da anni ormai alle prese con processi di ridimensionamento. Se a questo ci si aggiunge un calo del Pil di oltre il 5% ecco che la situazione appare veramente allarmante. Questa è l’ennesima fotografia sbiadita della Campania: da anni ormai se ne scattano miriadi; da anni ormai si attende una soluzione a tutto questo.

Massimiliano Mogavero