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Facebook: vietato non loggarsi

3 ottobre 2012, di   Stampa articolo Segnala articolo  

Facebook_minori_13_anniNegli ultimi anni, si è assistito alla crescita esponenziale della popolarità dei social network, che sono diventati parte integrante del tessuto sociale del nostro tempo: la virtualità, vista dapprima solo come opzionale e per lo più utile solo per svolgere ricerche o per l’informazione, è diventata oggigiorno società e socializzazione. Ora, raramente ci si collega solo per ottenere informazioni o per svolgere ricerche: lo si fa per parlare di sé, contattare gli amici, mostrarsi o spiare la vita di qualcun altro.

Ci sono diversi siti che offrono queste possibilità ai propri utenti: da Twitter a Badoo, sicuramente nessuno si stupirà nell’apprendere che colui che raccoglie più iscrizione è ovviamente Facebook, il social network fondato da Mark Zuckerberg, che oramai non è più solamente una realtà virtuale isolata, ma si mescola continuamente con il tessuto sociale, prendendone usi e costumi ed influenzandone a sua volta il corso. La piattaforma nata dall’idea del 27enne americano, infatti, è cresciuta a dismisura negli ultimi anni, e non c’è niente che non ci si possa trovare: dai resoconti delle bravate tra amici, alle applicazioni, alla fanpage dei biscotti che abbiamo mangiato questa mattina a colazione. In Italia, facebook conta 21 milioni di iscritti su un totale di 27 internauti: di questi, quasi 14 milioni vi accedono quotidianamente. Da Gennaio ad oggi risulta cresciuto quasi del doppio il numero di chi vi si connette con il cellulare: da 4 milioni a 7 e mezzo. E, nonostante il calo in borsa avvenuto all’inizio dell’estate, le iscrizioni sono in crescita in tutte le fasce d’età, anche se risultano aumentati soprattutto i minorenni. Facebook, infatti, permette l’iscrizione al sito a partire dai 14 anni d’età, ma pare che un gran numero di utenti crei un profilo anche molto prima, mentendo sul proprio anno di nascita, spesso con il consenso dei genitori. Addirittura, negli ultimi mesi si è parlato molto dell’intenzione di Mark Zuckerberg di dare la possibilità anche ai tredicenni di iscriversi a facebook: tale progetto non è stato ancora messo in porto perché servono autorizzazioni particolari per tutelare la privacy ed i diritti di questi soggetti, che non sono solo minorenni ma anche minori. Ma riflettiamoci bene: è davvero necessario mettere nelle mani di un minore uno strumento potente come facebook? Senza dubbio, questo social network è molto utile se utilizzato nella maniera corretta: ma posto a misura di chi non è abbastanza maturo per capirne vantaggi e pericoli, può davvero essere propizio? Non si tratterebbe forse dell’esporre ulteriormente i minori ad un’informazione non monitorata, all’incontro con le persone sbagliate o alle azioni dettate dalla sola voglia di essere popolari (come, ad esempio, il pubblicare proprio foto osè) e non dal giudizio? Lasciamo che i tredicenni siano tali: non diamo loro uno strumento apparentemente innocuo ma estremamente potente come facebook.

Sara Servadei

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