Pubblicato il: 14 Ottobre, 2007

Fede e credulità

creduloneCome definisce il miglior dizionario la parola “credulità”? L’essere credulo, ingenuità! Quanti giochi di parole si potrebbero intendere con questo significato? Ma alla fine giungere sempre al medesimo risultato, alla questione che determina la credulità: l’esistenza del credulone! L’ingenuo per eccellenza, colui che “crede con estrema facilità” (stessa definizione che troveremmo in un qualsiasi vocabolario). Il mondo ne è pieno, ma ne è ancora di più degli argomenti che determinano la credulità stessa: gli oroscopi, le religioni, i vari credi alternativi, le parole dei politici, le promesse d’amore, la fiducia in un amico; tutto questo potrebbe e di fatto è oggetto di credulità. Sembra essere da sempre il motore dominante dell’esistenza stessa, una linfa vitale senza la quale si potrebbe scoprire con amarezza e disgusto che la vita alla fine deve pur finire.

Perché questo concetto così ridondante quasi cacofonico? Per il semplice fatto che nella maggior parte dei casi ci si appende a qualcosa per la paura della morte, che dopo non vi sia nulla di concreto oppure tutto, per la paura di essere giudicati (questa un po’ meno in voga negli ultimi anni) e la paura che tutta questa vita sia stata inutile. Lo stesso concetto di “Credo” toglie ogni dubbio sul potere contraddittorio ma nello stesso tempo amalgamante e forviante della religione (nella fattispecie cristiana): “formula che comprende l’insieme delle verità che un cristiano è tenuto a credere per fede”. Equivoca e pesante la parola “tenuto” che sottolinea il potere vincolante della Chiesa Cattolica sul credente e denota come per niente la religione cristiana lasci libero il suo seguace come ottusamente teologici distratti vogliono far credere a chi segue lezioni “gratuite” di catechismo.

In tal senso si vuole porre l’attenzione sui retaggi storici che andiamo trovando un po’ ovunque in Italia e ancor più scendendo verso i paesi del Sud o facendo un giro nell’entroterra di ogni regione italica: Le Chiese. Ci sono paesini dove le Chiese rappresentano le uniche testimonianze storiche rilevanti, dove l’intero agglomerato urbano ha sacrificato risorse e tempo per erigere una di esse. E quante donazioni, ricchezze, favoritismi, lasciapassare la Chiesa e i suoi Prelati ha ottenuto nel corso dei tempi? Certo nondimeno delle persecuzioni e neanche delle nefandezze e degli omicidi commessi contro chi veniva considerato Eretico.

Ancora oggi qualcuno va in Chiesa! Sembra strano ma qualche Chiesa la domenica e i giorni di festa si popola (delle volte solo in quest’ultimo caso). Non ci si deve meravigliare più di tanto visto che il Cattolicesimo e le altre sorelle religioni annoverano tra le proprie fila schiere di pensatori, letterati, artisti (a meno che nel Medioevo si dipingevano solo e sempre soggetti sacri perché non si aveva scelta), politici, scienziati e persino omosessuali. È ovvio che separiamo questi ultimi non per un razzismo lapalissiano ma perché crediamo sia grottesco da parte della Chiesa il “misero” tentativo di far apparire “delle scelte d’amore” come malattia ed eresia ancora oggi nel 2007. Ci si rende conto da questo quadro che se da un lato il 15,2% della popolazione si dichiara atea (dati alla mano sono numeri interessati), c’è dall’altra parte un mondo di creduloni pronti ad inserire in ogni spazio di laicità e libertà umana un sermone da imparare a memoria.

G.F.

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