Pubblicato il: 20 Novembre, 2008

Federico Luzzi: “un campione sconfitto dalla leucemia”

E’ sempre difficile accettare la perdita di qualcuno che amiamo, anche quando la malattia e la sofferenza stanno pian piano distruggendo lui e noi che magari gli stiamo accanto da diversi anni. E a distanza di tempo ci chiediamo ancora: “perché proprio lui? cosa ha fatto di male?”. Sono domande alle quali nessuno riesce a darsi risposte e subentra una lenta rassegnazione. E’ ancora più difficile accettare il distacco quando a “rubarti” quella persona è una malattia improvvisa; mai un malore, mai un disturbo, mai un segnale. Ti dici continuamente: “ma stava benissimo, qualche ora fa ero a prendere un caffè con lui”, come se volessi giustificare te stesso per non aver fatto nulla e non esserti accorto che il tuo amico stava male. Chissà se in questo momento anche i familiari e gli amici del tennista aretino Federico Luzzi , si stanno torturando con pensieri del genere. Ma sarebbe del tutto inutile visto che la leucemia è una malattia neoplastica contro la quale anche gli scienziati sono ancora impotenti; le cause che provocano questo tumore del sangue sono molteplici e ancora poco conosciute. Può colpire persone di ogni età, anche bambini. E Federico di anni ne aveva solo 28; un ragazzo chissà con quanti sogni ancora da realizzare, che dopo due giorni di coma gli sono stati improvvisamente strappati da una leucemia fulminante. Sicuramente avrebbe dato ancora tante altre soddisfazioni al mondo del tennis che ora lo piange. Così domenica non si giocherà, campionato fermo per ricordare quel giovane che al tennis ha dato tanto : quattro presenze in Coppa Davis, 92esima posizione nella classifica ATP e 5 tornei slam. Bisogna però ricordare che è stato protagonista anche di eventi un po’ meno esemplari come quello dello scandalo su “tenniscommesse“, per il quale prenderà nel 2006 una sanzione di 200 giorni di squalifica e una multa di 50 mila dollari. Ma Luzzi non si lascia abbattere. Fino a domenica scorsa era ancora in campo a Olbia, inconsapevole del fatto che quella sarebbe stata la sua ultima vittoria che regalava al Parioli, il circolo per il quale era tesserato. E di vittorie alla sua squadra ne ha date tante, sconfiggendo numerosi rivali. C’è solo un avversario che nessuno riesce a battere: la morte.

Antonella Arena

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