Pubblicato il: 16 novembre, 2010

Finale

Finale (locandina)
Finale (locandina)

Helen ha appena perso suo figlio maggiore, morto impiccato nella casa ereditata dal nonno, che lui stesso aveva deciso di ristrutturare. Tuttavia strane circostanze la inducono a non credere al suicidio di una persona che lei reputava felice e inizia così una ricerca sulle vere cause della sua morte. Questa situazione, che la porta ben presto allo scontro con il marito e gli altri due figli, desiderosi solo di ritornare a una vita normale, la scaraventa anche in una realtà tremenda fatta di forze oscure e sette sataniche…

Presentato in Italia al Ravenna Nightmare Film Fest, opera prima del regista esordiente John Michael Elfers, “Finale” è un film realizzato con un budget basissimo, in 35 mm e in presa diretta, senza particolari lavorazioni negli effetti speciali. Partendo da un evento drammatico vissuto in prima persona (anche il fratello del regista è morto suicida, qualche anno fa) Elfers ha creato un mondo già visto e rivisto al cinema: presenze demoniache, spiriti maligni che invocano morte, adoratori satanici che si nascondono ovunque, anche in luoghi che sembrano sicuri e persone che sembrano perbene, e reclamano continuamente nuove vittime. Intento del regista era quello di rievocare le atmosfere degli horror degli anni ’70 e in particolar modo del maestro italiano del genere, Dario Argento: intento in parte riuscito, se non fosse per una sceneggiatura lacunosa e in alcune parti assolutamente inverosimile e ripetitiva, che non crea suspence né terrore. Non è un horror indimenticabile, nonostante abbia vinto alcuni festival di indie horror negli Stati Uniti, ma è sicuramente apprezzabile lo sforzo di Elfers che ha investito molte energie in questo lavoro e nelle riprese, e  ha preferito locali e località vere rispetto ad altre artificiali e quindi meno efficaci.

Il film, girato nel 2009, verrà per ora distribuito solo in America, Australia e Thailandia.

Mariangela Celiberti

One Response to “Finale”

  1. 1
    Dr. Mabuse Says:

    Il film è in Super 16, lo si vede dalla grana che lo rende simile ad un documentario e dal sito ufficiale del film.
    L’errore fu di Julian Richards in quella conferenza.

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