La fotografia per i non vedenti
18 ottobre 2008, di Andrea Bonfiglio
E’ intitolata “L’albero che veglia su Orsigna” ed è una mostra fotografica incredibilmente innovativa. L’originalità di questa personale, firmata dall’artista pistoiese Riccardo Boccardi e dedicata all’”Albero con gli occhi” coniato dal genio di Tiziano Terzani, sta nell’insolito accostamento tra le immagini e le loro didascalie descrittive realizzate in caratteri braille, che rendono il percorso fotografico accessibile ai non vedenti. A tal proposito è davvero significativo il commento dell’autore.
Riccardo, la particolarità di quest’esposizione sta nell’originale connubio tra le immagini e le loro descrizioni in braille. Da dove nasce questo felice accostamento?
Nell’organizzazione dell’evento che ha dato origine a questa mostra (“Immagini e parole di un viaggiatore – omaggio a Tiziano Terzani come uomo di pace” tenutosi il 24/05/2008 a Quarrata, ndr), era coinvolto anche il mio amico Maurizio Martini, presidente della sezione provinciale di Pistoia dell’Unione Italiana Ciechi. Dopo aver stampato le foto, mentre tornavo a casa soddisfatto per il risultato ottenuto, ho avuto un “flash” mentale che contrapponeva a lui, privo della vista, questa iniziativa ed ho percepito subito un senso di disagio. Ho così riflettuto su come ribaltare questa situazione ed ho deciso di cercare un modo per far “leggere” le fotografie anche agli ipovedenti.
Che cosa c’è scritto nelle didascalie presenti sotto ciascuno scatto e chi ne ha curato i testi?
Le ho chiamate descrizioni analitico sensoriali. Analitiche perché descrivono oggettivamente quel ch’appare nella foto, ad esempio: “in alto a destra si può vedere un ramo dell’albero dal quale pendono delle foglie…”; sensoriali perché descrivono le immagini mediante percezioni fisiche.
Per un soggetto non vedente dalla nascita è pressoché impossibile comprendere il concetto di “colore”, “prospettiva” o “luce”. Per ovviare a questo dilemma, usando un po’ di fantasia, ho pensato di associare a questa tipologia di concetti delle percezioni legate ai sensi: la fatica, il tepore del sole sul viso, un odore acre, la rilassatezza e il camminare. Un esempio. Ipotizziamo di dover descrivere che nella parte sinistra del fotogramma si può vedere il tronco dell’albero, e sullo sfondo le montagne. Il termine “sullo sfondo”, per un non vedente dalla nascita che sta toccando la foto con le dita (perciò un piano bidimensionale), è molto difficile da decifrare. Ho descritto allora questa scena dicendo che la distanza tra l’albero e le montagne è di circa due ore di cammino. In questo modo si può immaginare lo spazio che c’è tra le due cose usando “il passo” come unità di misura. Il tutto è stato redatto da me, corretto, aggiustato e trascritto in braille con l’aiuto di Maurizio Martini e con la supervisione del suo collega Sauro Sardi.
Chi non avesse ancora visitato questa tua personale, dove potrà recarsi per ammirarla?
A Firenze, presso il Caffè Letterario “Le Giubbe Rosse”, dal 22 Novembre al 12 Dicembre 2008.
Andrea Bonfiglio












4 novembre 2008 alle 12:57
complimneti ! per questa splendida iniziativa, spero di riuscire a venire a vederla…
bt di ha magazine
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