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Frozen River – Fiume di ghiaccio

Stato di New York al confine col Quebec. Un territorio desolato, un territorio immobilizzato da una coltre di neve nei pressi di una riserva Mohawk. Ray abita in questo squallore con i figli di 15 e 5 anni. Abbandonata dal marito fuggito con i soldi per il vizio del gioco, cerca di racimolare il denaro necessario ad acquistare una nuova casa prefabbricata. Il suo lavoro di commessa part-time però non glielo permette. A malapena riesce a comprare il cibo per i figli. Un giorno fortuitamente conosce Lila, una giovane madre appartenente alla comunità Mohawk a cui è stato sottratto il figlio. Lila vive sulle rive del fiume San Lorenzo che d’inverno, completamente ghiacciato, viene percorso dai contrabbandieri per far entrare clandestini negli Stati Uniti. Lila ha un figlio piccolo che le è stato portato via dalla suocera e spesso trasporta questi clandestini oltre il fiume per arrotondare lo stipendio. Ray si fa sedurre dalla situazione ed entra nel giro assieme a lei. Fuori dal mainstream cinematografico statunitense, Frozen River è una pellicola indipendente diretta dalla esordiente Courtney Hunt. Acclamato in diversi festival in giro per il mondo, ha conquistato svariati premi al Sundance ed è stato candidato a due oscar, tra cui miglior attrice (Melissa Leo). La Hunt scava nei sentimenti di due donne estremamente maltrattate dalla vita. Il fiume ghiacciato ed il paesaggio innevato ben rappresentano il ghiaccio nel cuore di queste due donne. La Hunt riprende anche il tema del denaro e della responsabilità nei confronti dei figli. Il denaro è percepito come centrale nella vita. Manca per acquistare il cibo, ma si trova per pagare il megaschermo. La maternità invece è contrapposta al denaro. Le due madri senza marito sono pronte a rischiare pur di poter mantenere i propri figli ed assicurare loro una condizione di vita migliore.

Diego Bonomo