Pubblicato il: 9 Ottobre, 2009

Gente, gente, non state lì a guardare…

corteo 9 ottobre_tomasmascali…qui c’è la scuola da salvare. Fra i tanti slogan che sono stati cantati, urlati, scanditi al grande corteo del 9 Ottobre a Catania, questo è probabilmente il più significativo. I docenti e il personale A.T.A. in condizione di precariato (alcuni docenti precari, come spiegheremo più in là) ,che da più di un mese occupano il provveditorato agli studi di Catania, luogo in cui si è chiuso il corteo, si sono finalmente uniti all’altro cuore pulsante della scuola, gli studenti, dando luogo a quello che, seppure non ai livelli della grande “Onda Studentesca” dell’anno passato, è stato un corteo di dimensioni notevoli. Ma gente, non state lì a guardare, chiedevano. Abbiamo chiesto a un po’ di passanti cosa ne pensassero di quello che stava succedendo, e sebbene quasi tutti finissero per dichiararsi d’accordo con questa forma di protesta (“perché se si alza la voce, e non solo una volta, magari qualcuno darà ascolto”),  gran parte di loro hanno avuto bisogno di spiegazioni su quello che stava succedendo. Qualcuno addirittura non sapeva quali fossero questi tagli all’istruzione contro cui si protesta.  I principali punti della protesta sono stati dunque i tagli del personale, oltre a quelli finanziari che secondo i manifestanti rischiano di portare a un nuovo dualismo fra scuola dei ricchi e scuola dei poveri, e la formazione di classi “pollaio”, in cui trovano posto fino a 30 studenti in condizioni di sicurezza assolutamente non idonee.

Il corteo, partito da Piazza Roma, è stato pacifico e ordinato, rumoroso e caratteristico con l’immancabile camionetta sopra la quale si alternavano i discorsi dei rappresentati delle varie categorie e l’imprescindibile “Bella Ciao” suonata al massimo volume. Strano e affascinante il completo silenzio che ha avvolto il lungo serpentone di manifestanti durante il minuto di silenzio dedicato ai morti di Messina.

Qualche polemica non è però mancata. La presenza numerica del personale precario era deludente, come si dicevano fra di loro, giustamente lontano dai megafoni. Quelli presenti non hanno certo sfigurato, facendo sentire la loro voce ben alta, quanto quella dei numerosi studenti dei vari  istituti, ma è un peccato che la loro categoria sia risultata disunita a causa, come ci ha detto uno di loro, delle diverse appartenenze sindacali e probabilmente anche di un’altra giornata di proteste prevista per giorno 23 di questo stesso mese. A sottolineare un altro problema ci ha pensato una docente di ruolo. Esatto, di ruolo, e che non ha mancato di sottolineare quanto scarsa fosse la presenza di insegnanti di ruolo in questa giornata. Non è solo un problema dei precari e di precariato quello per cui stiamo lottando – ha detto – ma un problema per tutta l’Italia, che non può essere privata del suo bene più grande, la scuola pubblica.

Tomas Mascali


I video della protesta

Il Corteo

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Opinioni Corteo 2

Displaying 1 Commento
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  1. ele ha detto:

    i video sono molto più eloquenti dell’articolo stesso..

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