Pubblicato il: 7 dicembre, 2010

Giustizia Penale. Mozione degli avvocati

giustizia_penaleChe la giustizia in Italia soffre di un cronico malfunzionamento è risaputo; che tale malfunzionamento è riconosciuto da tutti quelli che a vario titolo contribuiscono e/o partecipano alla sua amministrazione (giudici, avvocati e personale di cancelleria) è altrettanto noto, ma nonostante ciò non si riescono a fare quelle riforme minime – ormai non più rinviabili – per porre fine a questo stato di cose. Nei giorno scorsi si è concluso il XXX° Congresso Nazionale Forense svoltosi a Genova nei giorni 25, 26 e 27 novembre 2010, ed insieme ad altre mozioni è stata approvata anche quella sulla giustizia penale, indirizzata agli organismi istituzionali e politici, ciascuno secondo le proprie competenze, contenente la richiesta di adoperarsi in ogni sede per l’adozione dei provvedimenti necessari per l’attuazione dei seguenti principi:“Attribuzione al difensore di maggiori poteri, anche coercitivi assistiti dal giudice, per l’effettuazione delle indagini difensive; Migliore regolamentazione dei termini per le indagini preliminari con previsione della contestuale comunicazione al giudice e all’indagato della richiesta di proroga; Riequilibrio normativo dei termini processuali previsti per le attività difensive rispetto a quelli previsti per le attività del pubblico ministero nella fase di esercizio dell’azione penale, con particolare riferimento alla complessità di ciascun procedimento; Regolamentazione della possibilità per il giudice – che è terzo, autonomo e imparziale e non può sostituirsi all’organo inquirente – di ricorrere ai poteri di cui all’art. 507 c.p.p. solo limitatamente a circostanze eccezionali e a fatti nuovi intervenuti nel dibattimento; Accelerazione dell’informatizzazione del procedimento penale; Modifica delle norme sul patrocinio a spese dello stato con l’introduzione di tempi certi e rapidi per la decisione sulle istanze di ammissione, la liquidazione, anche in via forfetaria, e il pagamento dei compensi e l’istituzione di un fondo di solidarietà per l’assistenza dei non abbienti cui attingere direttamente a tal fine; Modifica delle norme sull’iscrizione alle liste dei difensori di ufficio con la previsione, in difetto di precedente specifica attività professionale, di adeguata formazione e successiva verifica; Estensione delle norme per la liquidazione e il pagamento delle prestazioni in favore degli ammessi al patrocinio a spese dello stato anche alle ipotesi di difese di ufficio”. Tale mozione contiene e riassume le numerose istanze che si sono susseguite nel tempo, provenienti dall’avvocatura penale e, che purtroppo fino ad oggi non hanno trovato accoglimento; i provvedimenti richiesti se adottati altro non faranno che migliorare il servizio giustizia in senso lato e, daranno ulteriore e migliore attuazione agli artt. 111 e 24 della costituzione. Inoltre rafforzerebbero la posizione di terzietà del giudice rispetto alle parti; rafforzerebbero la parità all’interno del processo penale tra accusa e difesa; darebbero una risposta alle problematiche concernenti la qualificazione professionale dei difensori d’ufficio, che non devono poter essere considerati avvocati di serie B dando di conseguenza la possibilità per gli imputati che di loro si avvalgono di poter usufruire una difesa tecnica adeguata. Saranno date risposte alle richieste degli avvocati? Lo spero vivamente e, non solo io!

Angelo Ruberto
Avvocato del Foro di Lucera

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