Pubblicato il: 16 Novembre, 2010

Gli africani salveranno l’Italia

lavoro sui campiÈ stato presentato lo scorso 6 Novembre alla libreria Tertulia di Catania il libro “Gli africani salveranno l’Italia” del giornalista freelance siciliano Antonello Mangano, edizione BUR. Il libro era inizialmente intitolato “Gli africani salveranno Rosarno” (Terrelibere.org editore) essendo proprio i sanguinosi fatti avvenuti lo scorso gennaio in Calabria uno dei perni principali del volume.  Mangano ha però spiegato che il problema di Rosarno è diventato una metafora in grado di descrivere una moltitudine di problemi che coinvolgono l’intera penisola. «È passato quasi un anno dai fatti di Rosarno e si stanno verificando nuovamente le condizioni affinché si ripeta una rivolta. Proprio in questi giorni i giornalisti si recheranno lì per verificare cosa sia cambiato, verranno fuori tanti articoli-fotocopia nei quali si dirà che non è cambiato nulla. In realtà qualcosa è successo: viene posta una maggiore attenzione alla sicurezza, ma non a quella dei cittadini, che continuano a subire violenza, assuefatti. Gli africani, invece, si sono ribellati al sistema mafioso ed hanno denunciato: e per qualche strano motivo la mia idea che scacciare gli africani da Rosarno significhi scacciare l’unico barlume di legalità, viene considerata provocatoria, se non addirittura offensiva». Le amministrazioni locali, dal canto loro, danno prova di una certa incompetenza, chiudendo i centri di accoglienza e costringendo i lavoratori immigrati a dormire fuori, all’aria aperta o in rifugi improvvisati. Mangano ha posto l’attenzione sul problema dei lavoratori stranieri: considerati erroneamente e pietisticamente “schiavi”, essi hanno in realtà libertà di movimento e non ricevono cibo o alloggi in cambio del loro lavoro, sono sottopagati e non regolarizzati; un fenomeno innegabilmente italiano, non dipendente dagli stranieri. Eppure, le proteste degli africani non sono state considerate come azioni di lotta per il diritto al lavoro, ma come episodi scaturiti dalla disperazione. Mangano ha infine ricordato: «I polacchi hanno smesso di migrare qui in Italia: ora ci tornano da turisti. È probabile che nel giro di cinquant’anni si verifichi un riflusso dell’immigrazione e, data l’incidenza nell’11% del PIL e nel contenimento del calo demografico grazie alle presenza dei migranti, siamo sicuri che tale riflusso sarà un fatto positivo?»

Ornella Balsamo

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  1. Lucathegreat ha detto:

    Bell’articolo, il libro sembra interessante, se lo trovo lo prendo.

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