Pubblicato il: 11 gennaio, 2011

Growth – Terrore sotto la pelle

growth-locandinaJamie si reca sull’isola di Cittyhunk dopo vent’anni. Una casa lasciatole in eredità dallo zio la costringe a tornare in quei luoghi oscuri da dove era stata portata via dopo la morte di sua madre e dopo una tremenda epidemia che ne aveva decimato la popolazione. Insieme a lei il suo fratellastro, il suo fidanzato e la sua migliore amica: non sanno che il terribile virus celato in quell’isola, creato in laboratorio diversi anni prima, sta per tornare, ancora più forte, a mietere vittime…

Sci-fi horror a basso costo, scritto e diretto dal regista californiano Gabriel Cowan, “Growth” rivendica il terrore andando a colpire ciò che rende gli esseri umani assolutamente vulnerabili: una malattia spaventosa, nata come manipolazione genetica per rendere le persone più forti ma poi sfuggita ad ogni controllo con conseguenze disastrose, capace di propagarsi in brevissimo tempo. Niente di nuovo all’orizzonte, quindi: non è di certo la prima volta che al cinema viene sfruttata questa tematica. Infatti la sceneggiatura lacunosa e a tratti incoerente rivela una prova poco horror ma molto soporifera, con dialoghi e azioni al limite del ridicolo. Poco chiara è anche la spiegazione di un mancato utilizzo, o fabbricazione, di un presunto antidoto… La nota di merito di questo film riguarda le sue caratteristiche tecniche: effetti speciali e trucco buoni, fotografia e attori discreti. Interessante anche l’audio, che spesso permette allo spettatore di “sentire” con l’orecchio del protagonista. Per il resto, si dimentica facilmente. I parassiti che vivono e si alimentano all’interno dei corpi umani non sono proprio piacevoli alla vista ma del resto gli appassionati del genere hanno sicuramente conosciuto – e apprezzato – di “meglio”.

Mariangela Celiberti

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