Pubblicato il: 10 marzo, 2010

I Buoni Vacanza

In Paesi poi non così lontani come Francia e Svizzera è da almeno dieci anni che sono realtà. In Italia se ne parlava da 15, ma forse ora ci siamo. O quasi.

Perché in origine, e parliamo di quindici anni fa ormai, il disegno della Fitus (Federazione Italiana per il Turismo Sociale) e di Benito Perli prevedeva una legge per facilitare l’accesso alla vacanza a fasce sempre più ampie di popolazione, per mettersi in linea con la dichiarazione dell’UE che vede nel turismo un diritto «irreversibile di tutti i cittadini».

Oggi finalmente sono una realtà. O quasi. Perché, il governo ha stanziato si 5 milioni di euro per l’attuazione del progetto, ed è vero che per ciascuna richiesta la percentuale del contributo statale varia dal 20 al 45% del costo della vacanza, ma non è così scontato che tutte le famiglie, o tutti gli anziani ad esempio abbiamo il rimanente 80 – 55%.

Ma come funzionano questi buoni? Basta andare sul sito buonivacanze.it e far richiesta (attenzione, si tratta di richiesta immediata). Si ottiene una ricevuta da presentare presso le Banche dell’Intesa Sanpaolo per avere il voucher da spendere nelle strutture turistiche convenzionate entro giugno, prima dell’alta stagione. L’importo varia a secondo del reddito e dei componenti del nucleo familiare e può essere erogato una sola volta l’anno per nucleo familiare. Si va da un minimo di 250 euro ad un massimo di 500.

Al possessore è assicurata la possibilità di poter usufruire del miglior prezzo per strutture di prima necessità, centri sportivi, servizi di trasporto o anche servizi di natura culturale (musei, produzione e vendita di prodotti tipici).

Il ministro del turismo M.V. Brambilla sembra essere intenzionato a proporre anche un progetto su scala internazionale con il coinvolgimento di Spagna e Francia, progetto che verrebbe indirizzato ai turisti internazionali: tre competitor storici per la prima volta alleati. Dovrebbe seguire a ruota anche un progetto vacanze per i proprietari dei cani. Insomma stiamo a vedere, magari è soltanto l’effetto BIT.

Luca Colnaghi

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