Pubblicato il: 3 novembre, 2010

I nostri giovani? Scontenti e pessimisti

silvio_berlusconiCome facilmente immaginabile, chiedendo a una trentina di ragazzi tra i 18 e i 30 anni cosa ne pensino dell’attuale situazione del paese e del loro futuro, abbiamo ricevuto solo risposte pessimiste. Un netto 100% di «e cosa ne devo pensare, mi sembra evidente che tutto vada male» e di «mi vedo disoccupato o con un lavoro che non mi soddisfa». Alla faccia della crisi che passa e di una fiducia senza precedenti al partito al governo. Tutti gli intervistati sono stati concordi nel mostrarsi particolarmente preoccupati soprattutto per la riforma universitaria che, secondo alcuni di essi, rientrerebbe nella volontà del governo di rendere il popolo italiano sempre più ignorante, e quindi mansueto. Viste le desolanti risposte, abbiamo posto agli intervistati due domande più particolari, tematicamente simili: «accetteresti brogli elettorali pur di portare al governo un’altra coalizione?» e «useresti la violenza per arrivare a un cambiamento?». Qui gli intervistati si sono divisi. Più della metà di loro – 17 ragazzi – ha affermato l’assoluta importanza della regolarità delle elezioni in tutti i casi poiché senza di essa non vi sarebbe democrazia. Il resto ha invece sostenuto la liceità di misure estreme in casi estremi. Curioso però che, anche fra i 17, quasi nessuno si sia sentito di condannare sul serio episodi come l’aggressione al premier da parte di Massimo Tartaglia o quella, recente, ai danni di Daniele Capezzone. «Certo, è sbagliato, ma loro non fanno certo niente per attirarsi l’affetto delle persone», hanno detto i più diplomatici tra gli intervistati. Altri hanno semplicemente sbottato: «troppo poco gli hanno fatto». Cinque intervistati hanno sostenuto addirittura la necessità, a questo punto, di un vero e proprio colpo di stato. Cinque su trenta non sono tantissimi, ma chissà se, in tempi più tranquilli e senza un premier che pare riuscire a catalizzare un disprezzo unanime, vi sarebbero stati anche solo questi cinque. Ultima curiosità: trenta intervistati (compresi almeno altri venti a cui abbiamo semplicemente chiesto per chi hanno votato), e nessuno, nessuno che avesse votato per Berlusconi. Certo, molti di loro erano universitari e l’università è un bacino di elettori di sinistra, ma, vista la schiacciante maggioranza alle camere, viene da domandarsi se non vi sia un certo imbarazzo ad ammettere di aver votato da quella parte.

Tomas Mascali

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