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I pirati di Silicon Valley

Intorno alla metà degli anni ’70, due giovanissimi “visionari” vedono nel computer l’oggetto del futuro, intravedono la rivoluzione informatica. I due giovanissimi visionari sono Steve Jobs, cofondatore di Apple, e Bill Gates, fondatore di Microsoft. Negli anni in cui si vanno sviluppando i primi computer, Steve e Bill hanno il coraggio di credere ed investire i loro sforzi in questa direzione. I due però percorrono strade differenti. Steve ed il suo amico Woz, dopo una breve esperienza all’Atari, fondano la Apple e si mettono a costruire computer nel garage della casa di Steve. Bill invece capisce che l’industria nascente del computer ha bisogno di un sistema operativo, cioè di qualcosa che permette agli utenti di interagire con la macchina, e così fonda con alcuni collaboratori una società di produzione software, la Microsoft.  Egli compra per pochi soldi un sistema operativo prodotto da un conoscente e lo modifica dando vita al MS-DOS, per venderlo successivamente all’IBM, e si accorda con loro per fornirgli il sistema operativo per la prossima linea di computer. La Apple, invece, ha un successo immediato e si pone come avversario del colosso IBM. Poco dopo, tra Apple e Microsoft nasce una breve collaborazione: Bill viene chiamato a scrivere alcune per Apple e ha accesso ai codici dell’interfaccia grafica utilizzata da Steve. In poco tempo, Bill sviluppa Microsoft Word ed Excel, ma soprattutto Windows. Quando Steve se ne rende conto è troppo tardi. Il regista Martyn Burke ci porta a scoprire le origini di quella che oggi sembra la normalità, l’era informatica, e lo fa attraverso le biografie dei due personaggi più noti dell’industria del computer, Bill Gates e Steve Jobs. Burke ci mostra come questi due giovani con davvero poco a disposizione ma con la convinzione di poter cambiare il mondo lo abbiano fatto davvero. Steve è visto come una sorta di hippy, dedito a pratiche strane, almeno all’inizio, un tipo dal carattere molto lunatico ma anche molto creativo. Bill sembra invece il classico nerd che sta tutto il giorno in camera a leggere e programmare, un tipo calmo che non alza mai la voce. Burke ci mostra anche come le strade di questi due personaggi così distanti si siano incrociate ed abbiano permesso lo sviluppo dell’informatica e della tecnologia in maniera globale. I pirati di Silicon Valley è un film breve e leggero, non certo un capolavoro, ma sicuramente una pellicola gradevole e talvolta ironica, l’ideale per chi vuole trascorrere un’ora e mezza senza pensare troppo, ma anche per chi voglia immaginare come siano nati i due grandi colossi dell’industria informatica.

Diego Bonomo